Pandemia

Vaccini: in Gran Bretagna al via la campagna per gli «under 50»

SDA

26.4.2021 - 07:21

La Gran Bretagna ha raggiunto l'obiettivo prefissato somministrando entro metà aprile una prima dose a tutti gli ultracinquantenni, e sta gradualmente allentando le restrizioni (foto d'archivio)
Keystone

La lotta al Covid-19 del Regno Unito vedrà da oggi il lancio di una massiccia campagna pubblicitaria rivolta alle persone con meno di 50 anni. Procede rapidamente la vaccinazione anche tra le minoranze etniche.

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26.4.2021 - 07:21

Il ministero della Salute ha annunciato che la campagna per gli under 50, da attuare attraverso tv, radio, social media e cartelloni pubblicitari con lo slogan 'Ogni vaccinazione ci dà speranza', mostrerà «il più grande sforzo di vaccinazione nella storia britannica». Vi parteciperanno anche organizzazioni del settore pubblico e privato, compreso il servizio postale Royal Mail, che applicherà un timbro postale speciale alla posta affrancata tra il 5 e il 7 maggio.

La Gran Bretagna ha raggiunto l'obiettivo prefissato somministrando entro metà aprile una prima dose a tutti gli ultracinquantenni, e sta gradualmente allentando le restrizioni. Quasi 34 milioni di persone, poco meno dei i due terzi della popolazione adulta, hanno ricevuto la prima dose, e l'obiettivo è di somministrare almeno una dose a tutti gli adulti entro il mese di agosto.

La campagna di vaccinazione rivolta alle minoranze etniche, inizialmente poco coinvolte – e meno inclini a rispondere all'appello del governo – nel vasto piano di immunizzazione sta dando i suoi frutti, con numeri triplicati in due mesi. Le somministrazioni in questa categoria di persone sono triplicate in due mesi: al 7 aprile, erano aumentate da 1,89 milioni a 5,78 milioni.

Il Regno Unito, uno dei Paesi più colpiti in Europa dalla pandemia con 4,4 milioni di contagi e quasi 128.000 morti, ha lanciato una massiccia campagna vaccinale che avrebbe salvato, si calcola, oltre 10.000 vite tra dicembre e marzo.

Secondo l'Ufficio di statistica nazionale e l'Università di Oxford, i contagi sono diminuiti del 65% dopo la somministrazione delle prime dosi aumentando ulteriormente dopo la seconda.

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