Iran: media, scienziato ucciso da armi made in Israele

SDA

30.11.2020 - 12:19

La bara dello scienziato avvolta nella bandiera iraniana.
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Le armi recuperate nel luogo dell'attentato in cui venerdì è stato ucciso lo scienziato iraniano Mohsen Fakhrizadeh nei pressi di Teheran sono state «prodotte in Israele, perché hanno il logo e le caratteristiche dell'industria militare israeliana».

Lo riporta la Press Tv, citando una fonte anonima degli apparati di sicurezza di Teheran.

«Come soldato, prometto che nessun assassinio o stupido atto resterà senza risposta da parte dell'Iran», ha intanto detto il ministro della Difesa della Repubblica islamica, Amir Hatami, in un discorso funebre per lo scienziato di punta del programma nucleare iraniano.

«Daremo la caccia ai criminali fino alla fine e metteremo in atto il comando della Guida Ali Khamenei di punirli. I nemici hanno cercato di macchiare l'immagine di Fakhrizadeh, dicendo che era il fondatore del programma dell'Iran per la bomba nucleare, ma in realtà la più grande minaccia contro l'umanità sono le armi nucleari che i nemici hanno accumulato», ha aggiunto Hatami, riferendosi a Israele e Usa. «Il cammino di Fakhrizadeh continuerà», ha concluso il ministro.

Dopo la cerimonia al ministero della Difesa, presso cui lo scienziato lavorava, le esequie sono proseguite con la sepoltura nel santuario Imamzadeh Saleh a piazza Tajrish, nella parte settentrionale di Teheran. Il funerale si è svolto alla presenza degli alti comandi delle forze armate e dei familiari, ma è rimasta chiusa al pubblico per evitare rischi di assembramenti alla luce dell'emergenza Covid-19.

La dinamica

Sull'attentato circolano varie ipotesi, ma la dinamica resta avvolta nel mistero. Una di queste è che sia stata una mitragliatrice montata su un furgone e controllata da remoto ad aver sparato contro l'auto dello scienziato.

L'attacco compiuto da un robot telecomandato, suggerito in una ricostruzione dell'agenzia Fars, vicina ai Pasdaran, potrebbe giustificare la mancata cattura dei killer, o il mancato ritrovamento dei loro corpi. Secondo un'altra versione diffusa dalla stessa Fars nelle ore successive all'agguato, citando alcuni testimoni, ci sarebbero al contrario stati almeno tre attentatori colpiti, di cui però non si hanno più notizie.

Del resto, secondo altri analisti, la precisione dei colpi esplosi sembra rendere improbabile l'ipotesi di un attacco comandato a distanza, visto che il veicolo armato, che poi sarebbe stato fatto esplodere, si sarebbe trovato a circa 150 metri dall'auto dello scienziato.

Altre versioni parlano invece di un commando molto numeroso, composto da almeno 12 killer, coadiuvati da altre 50 persone nella preparazione logistica dell'attentato, in cui sarebbero state colpite anche 4 guardie del corpo di Fakhrizadeh. L'Iran ha fatto sapere che renderà pubblica la versione ufficiale «al momento opportuno».

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