Aumento benzina

Aumento benzina, preoccupazione nei trasporti. Besomi: «Lavoriamo per pareggiare i costi»

SwissTXT / red

9.3.2022

Gasoline prices are seen on a display at a gas station COOP in Geneva, Switzerland, Monday, March 7, 2022. Gasoline prices are at an unprecedented level, the reason being the increase in the price of crude oil, which is due to the war in Ukraine. (KEYSTONE/Salvatore Di Nolfi)
E il costo della benzina è destinato ad aumentare ancora...
KEYSTONE

I prezzi dei carburanti, ormai è chiaro a tutti, sono alle stelle. E con l’ennesimo aumento dei prezzi, sono sempre meno le persone che si vedono in coda alle stazioni di servizio, segno che il costo di benzina e diesel sta incidendo pesantemente anche sui privati, anche perché non tutti possono rinunciare all'automobile, soprattutto per lavoro.

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9.3.2022

La preoccupazione maggiore la si rileva però tra chi lavora nel settore dei trasporti: i margini di guadagno sono minimi e attualmente non è pensabile caricare i costi extra a imprese e clienti, visto che le offerte sono già state firmate.

«Se qualche mese fa il diesel pesava un 20-25% sui costi, ora siamo già al 30-35%. Il guadagno netto giornaliero di un autocarro, tolte tutte le spese, era del 4-5%...ora questo margine non c’è più, siamo al guadagno zero, usciamo alla pari», dice ad esempio Marco Besomi, della ditta Trasporti Besomi, ai microfoni della RSI.

Il punto è che l'aumento dei prezzi continua da mesi e nessuno può dire con certezza cosa succederà in futuro, anche perché la guerra in Ucraina ha ripercussioni su tutta l’Europa.

«Se c’è domanda, ma naturalmente in questo momento manca teoricamente il prodotto che arriva dalla Russia, il prezzo sale,  spiega da parte sua il presidente di Swissoil Paolo Righetti. «Gli indicatori sono quindi molteplici e in parte positivi e in parte negativi: positivo perché la situazione Covid e negativo ovviamente per la guerra in corso in Europa».

E anche sbloccando le scorte obbligatorie presenti in Svizzera i prezzi non diminuirebbero: «La liberazione delle scorte obbligatorie – prosegue Righetti – è stata fatta per seguire la decisione dell’Agenzia internazionale dell’energia, e serve in caso ci sia mancanza di prodotto, non per calmierare i prezzi. Sul mercato svizzero in questo momento non c’è mancanza».

Ora, l'unica speranza, è che i negoziati di pace con la Russia portino a una tregua e che i prezzi possano ritornare a breve termine sotto i due franchi, un costo realistico che non porterebbe a un aumento generalizzato dei costi di materie e alimenti i quali necessitano - praticamente sempre - di essere trasportati.