Camerun

Boko Haram assalta un ospedale gestito da un'associazione ticinese

SwissTXT / red

2.7.2022

L'ospedale di Mada in Camerun
L'ospedale di Mada in Camerun
fondazionemaggi.ch

La notte scorsa un assalto dei guerriglieri islamici di Boko Haram ha preso di mira l'Ospedale svizzero di Mada, situato in territorio camerunense al confine tra Nigeria, Ciad e Camerun.

SwissTXT / red

2.7.2022

Nell'assalto, denuncia l'Associazione ticinese che lo gestisce, ha perso la vita un guardiano ed è stato pure minacciato il direttore sanitario. L'ospedale si è quindi visto costretto a trasferire i pazienti più critici. Lo riporta la RSI.

«Un gruppo di Boko Haram in motocicletta si è diretto verso l’ospedale. La pattuglia dell’esercito che c’era fuori dall’ospedale per garantire la sicurezza si è data alla fuga e quindi non ha protetto l’ospedale e i terroristi, indisturbati, sono entrati all’interno della struttura», racconta Angela Balliana, segretaria generale dell'Associazione Dottor Maggi.

Solo un anno fa la Croce rossa internazionale definiva l'Ospedale svizzero di Mada come «una goccia di speranza in un Oceano di violenza», essendo l'unico capace di praticare chirurgia di guerra nella regione al confine tra Camerun, Nigeria e Ciad, in cui si annidano i guerriglieri integralisti di Boko Haram.

Un duro colpo per l'Associazione svizzera che gestisce l'ospedale

Nell'assalto, prosegue Angela Balliana, si conta anche una vittima: «Al cancello principale dell’ospedale purtroppo hanno ucciso il nostro guardiano, che era disarmato e in seguito sono entrati verosimilmente alla ricerca di qualcuno». L'attacco potrebbe essere legato a un fatto avvenuto pochi giorni fa.

«A metà mese di giugno – aggiunge Balliana – c’è stato un attacco in un villaggio vicino a Mada, dove sono state ferite delle persone e ci sono stati anche dei morti. I sopravvissuti e i feriti sono stati portati qui. Già nei giorni scorsi l’intelligence dell’esercito che magari Boko Haram arrivava per portare a termine il piano».

Ospedale chiuso e malati trasferiti

Intanto, la direzione del nosocomio ha deciso di chiudere temporaneamente la struttura e trasferire parte dei malati sul centinaio di pazienti ricoverati. Un’operazione che richiede, nella migliore delle ipotesi, parecchie ore di viaggio.

Nei prossimi giorni, l'Associazione ticinese intende inoltre intavolare discussioni con le autorità locali, affinché garantiscano la protezione dell'edificio anche perché - sottolinea ancora Angela Balliana - sono presenti costose apparecchiature inviate con molto dispendio di energie dalla Svizzera al Camerun. Tra queste un impianto fotovoltaico, che alimenta parte delle abitazioni dei dipendenti.

L'Associazione -fondata nel 1963, per sostenere le attività in Africa del medico ticinese Giuseppe Maggi- ricorda intanto che l'Ospedale di Mada (aperto 45 anni fa) nel solo 2021 ha permesso di curare 3'100 pazienti senza contare le quasi 100mila persone visitate in ambulatorio o in pronto soccorso.

«Chiaramente – conclude Angela Balliana – siamo molto rattristati per la perdita del nostro guardiano, che lavorava da diversi anni con noi e c’è un senso di tristezza e di rammarico perché siamo lì e cerchiamo di fare del nostro meglio per la gente e poi succedono queste cose».