Verso vie diplomatiche

Debiti di Campione, "tempi ragionevoli"

SwissTXT

26.11.2018 - 19:01

Il Casinò di Campione è ancora chiuso (archivio)
Il Casinò di Campione è ancora chiuso (archivio)
Ti-Press

Quattro milioni di franchi.

A tanto ammonta lo scoperto del comune di Campione d'Italia per i servizi erogati dal Ticino, già 800'000 franchi in più rispetto a quando, lo scorso luglio, il Consiglio di Stato ticinese aveva scritto a Ignazio Cassis.

Lunedì a Berna si è svolto l'atteso incontro tra il Governo ticinese e appunto Cassis. "Il problema -ha dichiarato Claudio Zali al termine- è complesso e su due livelli. La Confederazione è attenta piuttosto alle difficoltà riguardanti i rapporti con Campione, che sono regolati da vecchie convenzioni internazionali. Il Canton Ticino è invece esposto al problema concreto degli importi in denaro che non vengono corrisposti a creditori istituzionali e privati e ha richiesto quindi un intervento in questo senso in modo da sbloccare le cose".

Un intervento che per forza di cose seguirà evidentemente le vie diplomatiche, ma - continua Zali - "si è pure consapevoli come da parte italiana sia imbarazzante avere importanti crediti scoperti nei confronti di comuni, Cantone e Confederazione. Debiti non onorati che l'Italia sente in qualche modo come propri".

Una soluzione da Roma?

Nel frattempo però aziende ed enti pubblici ticinesi continuano ad accumulare fatture scoperte e in alcuni casi - un esempio su tutti la raccolta dell'immondizia - i costi potrebbero presto causare importanti problemi ai bilanci.

Una soluzione è però da attendersi entro la fine dell'anno secondo il presidente del Governo ticinese, e questo in particolare perché martedì a Roma il Senato italiano voterà il decreto legge fiscale che potrebbe portare soluzioni anche al contenzioso aperto tra Ticino e Campione.

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