Covid

Anche in Ticino casi di orticaria dopo il richiamo del vaccino

Swisstxt / Red

13.5.2022

Vaccino anti-Covid
Immagine d'illustrazione.
KEYSTONE/DPA/BERND WEISSBROD

In Svizzera continuano a esserci casi di orticaria potenzialmente legati al vaccino anti-Covid. La RSI ha intervistato al riguardo un esperto e ha raccontato l'esperienza di un ragazzo ticinese che ha vissuto l'effetto collaterale in prima persona. I sintomi potrebbero anche durare anni.

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13.5.2022

«Nella buona parte dei casi c’è un sospetto fondato di una correlazione causale tra orticaria e la dose di richiamo somministrata», conferma ai microfoni dell'emittente di Comano Alessandro Ceschi, primario all’Istituto di Scienze Farmacologiche delle Svizzera italiana delle EOC e membro della task force di Swissmedic.

«Nei casi di orticaria ritardata, anche in quelli che non hanno una correlazione col vaccino, non sempre è subito facile trovare la causa, quindi non è da escludere che in alcuni dei casi annunciati effettivamente poi la causa possa essere un'altra», specifica.

L'esperto spiega poi più nel dettaglio i motivi alla base della reazione avversa. «Ci sono delle ipotesi che vengono avanzate - afferma - tra cui quella che il vaccino possa indurre una risposta immunitaria un po’ deviata che porti ad un’attivazione anormale delle cellule del sistema immunitario».

«Come mai però questi fenomeni si osservino prevalentemente o quasi esclusivamente su somministrazione di una dose di richiamo è un fatto che non è ancora stato chiarito e viene attualmente approfondito», specifica.

Dr. Alessandro Ceschi, medizinischer und wissenschaftlicher Direktor des EOC-Instituts und Direktor der Clinical Trial Unit EOC, posiert anlaesslich einer Serie von immunologischen Tests bei den Angestellten des Regionalkrankenhauses Lugano Civico (Ospedale Regionale di Lugano), um die Exposition gegenueber dem Coronavirus SARS-CoV-2 zu bestimmen, am Donnerstag, 30. April 2020, in Lugano. (KEYSTONE/Ti-Press/Alessandro Crinari)
Il dottor Alessandro Ceschi (immagine d'archivio).
KEYSTONE/Ti-Press/Alessandro Crinari

1'060 casi da inizio pandemia in Svizzera

Dall'inizio della pandemia Swissmedic ha ricevuto almeno 1'060 notifiche di casi di questo tipo, probabilmente legate alla terza dose di vaccino. L'orticaria si è presentata, nella maggior parte dei casi, circa dopo 10 giorni dall'amministrazione del richiamo. 

Le segnalazioni provengono spesso dalle persone con i sintomi e non dai medici. «Per quello che sono le reazioni avverse ai vaccini anti Covid abbiamo osservato che nel circa il 50% dei casi queste vengono notificate dai cittadini. Il fatto che questa percentuale sia marcatamente più elevata è con buona probabilità dovuta al fatto che ci sono state diverse richieste anche molto esplicite da parte dei media di annunciare direttamente a Swissmedic questi casi».

L'esperienza diretta

Un 34enne di Lugano, Stefano, ha raccontato la sua esperienza alla RSI: «I sintomi sono iniziati 10 giorni dopo il booster. Sono convinto che sia legato al vaccino, non ho mai sofferto di questi problemi. Non è un semplice prurito, crea un forte disagio». Il prurito persiste anche dopo 3 mesi, un problema riscontrato anche in alcuni suoi coetanei.

Per Ceschi «nella buona parte dei casi c’è effettivamente un sospetto fondato di una correlazione causale con la dose di richiamo somministrata».

È difficile dire quando passeranno i sintomi. Normalmente, anche nei casi indipendenti dal vaccino, l'orticaria cronica può «durare anche qualche anno, in media tra i 2 e i 5 anni», chiarisce l'esperto.

Di solito la terapia consiste nella somministrazione di antistaminici.

Ci sono stati casi in altri paesi?

«Ci sono alcuni, pochi, altri paesi» che sono stati confrontati con questo problema, spiega Ceschi. 

«Va detto che queste osservazioni sono state fatte in termini numerici sicuramente molto più contenuti che non quello che si è osservato in Svizzera», conclude.