Vitta: «Lo spirito di squadra è fondamentale nella crisi»

pab

20.4.2020

In primo piano il Presidente del Governo ticinese Christian Vitta. 
Ti-Press / Archivio

Le autorità ticinesi hanno fornito, durante un nuovo momento informativo che si è tenuto alle 16, le ultime notizie e le ultime novità per quel che concerne la pandemia di COVID-19, che nel solo Ticino ha fatto finora 288 morti.

A prendere la parola in apertura è stato il presidente del Governo ticinese Christian Vitta che ha iniziato il suo discorso citando Albert Einstein: «Non si può ottenere nulla di veramente prezioso se non con la cooperazione disinteressata di molti individui». 

Lo ha fatto per sottolineare i valori chiave che devono prevalere in momenti così particolari di crisi: «Frase più che mai attuale oggi - ha continuato Vitta - dove spirito di squadra, unione, solidarietà e collaborazione sono i valori chiave che ci permettono di affrontare i momenti più difficili con più forza. Sono le radici sulle quali il nostro paese ha potuto fondare la sua solidità e stabilità».

Importante lavoro della deputazione a Berna

Nel suo discorso, il presidente dell'Esecutivo ha lodato l'ottima collaborazione con la deputazione ticinese a Berna, grazie alla quale le esigenze specifiche del Canton Ticino all'inizio della crisi sanitaria sono state meglio recepite dal Governo federale. Il lavoro è stato facilitato da due valori: «Unità e coesione» per il bene del Cantone, ha detto Vitta.

Prima di passare la parola a Marina Carobbio, presidente della deputazione ticinese alle Camere federali, il direttore del DFE ha terminato dicendo: «Siate fieri e orgogliosi di questi nostri valori. Uniti ce la faremo a ridare slancio al nostro amato Cantone. Uniti, ne sono sicuro, ce la faremo».

Carobbio: «Usciremo diversi dalla crisi»

Dal canto suo, Marina Carobbio ha esordito ringraziando i ticinesi: «Grazie alla popolazione ticinese per aver affrontato con coraggio questa situazione difficile. Ringrazio anche chi è al fronte, impegnato in quei lavori che spesso non sono valutati nel modo corretto: sanità, pulizia e distribuzione alimentare».

La socialista ha poi sottolineato anche il lavoro fatto dalla deputazione ticinese a Berna, che ha agevolato l'ottenimento della cosiddetta «finestra di crisi» per il Ticino, che ha potuto così adottare misure più restrittive di quelle prese a livello federale. Ciò è stato possibile, ha sottolineato Carobbio, «perché si è saputo lavorare passando sopra gli steccati ideologici e partitici per il bene della popolazione».

«Da questa crisi ne usciremo diversi, ma spero più solidali. Dovremo prepararci a un eventuale nuova fase dei contagi basandoci sulle esperienze fatte. Discutere delle decisioni prese e di quelle non prese. Anche in maniera critica. Dovremo essere pronti per il futuro», ha aggiunto Marina Carobbio.

Franscella: «L'attività parlamentare non si è mai fermata»

«L’attività parlamentare non si è mai arrestata - ha spiegato, dal canto suo, il presidente del Gran Consiglio Claudio Franscella - sono cambiati ritmi e modalità, ma il lavoro è proseguito, seppur con determinate priorità».

Anche Franscella ha poi ribadito quanto sia fondamentale l’unione in questo periodo difficile: «Lasciamo da parte i personalismi e le sterili polemiche», riferendosi anche ai malumori suscitati dalla scelta di spostare la seduta parlamentare del 4 maggio. 

«La decisione è stata presa dopo aver consultato il medico cantonale, che ha consigliato lo spostamento. L’Ufficio presidenziale ha quindi deciso per il rinvio al 25 del mese, visti anche i dossier non impellenti».

Merlani: «Dall'inizio della crisi 129 morti in casa per anziani»

Il medico cantonale Giorgio Merlani, intervenuto ancora via Skype dopo che due settimane fa era risultato positivo al COVID-19, ha aggiornato alcune cifre riguardanti la situazione in Ticino, soprattutto per quel che riguarda le strutture di cura: «Dall'inizio della crisi sono stati 129 i decessi per coronavirus nelle case per anziani, 173 invece quelli per altri motivi».

Ha poi ribadito le cifre già comunicate in mattinata: «Negli ospedali ci sono 182 ricoveri, 55 in terapia intensiva, uno in più rispetto a domenica. Sono invece 42 le persone intubate. Per quel che riguarda i dimessi, sono 621, 5 in più di ieri».

Il medico cantonale si è espresso sui bambini: «Sappiamo che si ammalano meno e il decorso è generalmente blando. Non siamo ancora in grado di confermare se siano meno contagiosi rispetto agli adulti. I dati non sono ancora stati pubblicati».

Dove ci si contagia di più?

Rispondendo alle domande dei giornalisti, Merlani ha poi dichiarato che le strutture ticinesi sono in grado di effettuare tra i 100 e i 150 tamponi al giorno. Questa capacità verrà aumentata prossimamente.

Il medico cantonale non è stato invece in grado di confermare se sia possibile stabilire in quale regione del territorio ci si contagi di più perché i dati raccolti non permettono di stabilirlo.

«Il sistema attuale indica l’indirizzo di casa della persona come luogo del contagio, non il luogo reale. Nel mio caso - ha detto Merlani - risulterà che sono stato infettato a Pianezzo, dove risiedo, ma probabilmente il contagio è avvenuto altrove. Prossimamente aggiungeremo un secondo formulario in questo senso», ha terminato il medico cantonale.

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