Covid, il consiglio del medico: «Testarsi subito al primo sintomo»

SwissTxt / pab

12.12.2021

Le tariffe sono molto eterogenee
Immagine illustrativa: in caso di sintomi è consigliato prendere subito appuntamento per un test PCR. 
Keystone / archivio

In presenza di tosse, naso che cola e mal di gola bisogna subito sottoposti a un test PCR e non a un test fai-da-te. L’hotline ticinese ora fissa pure appuntamenti via WhatsApp. Ancora troppi i comportamenti sbagliati in presenza di sintomi.

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12.12.2021

L'aumento dei contagi da Covid fa mantenere alta la guardia delle autorità ticinesi che stanno valutando nuove restrizioni. Ma per interrompere la catena di trasmissione del virus «è fondamentale farsi testare, fin dal primo sintomo», ha sottolineato alla RSI Claudio Camponovo, presidente del circolo medico di Lugano.

Camponovo specifica poi che quello che deve essere fatto è un test PCR e non un test fai-da-te. In presenza di tosse, naso che cola e mal di gola bisogna insomma prendere appuntamento per sottoporsi a un test diagnostico molecolare, e questo indipendentemente dal proprio stato vaccinale e anche durante il fine settimana. Ciò va fatto anche se i sintomi sono lievi.

L’Hotline ora risponde anche via WhatsApp

Se farmacie o medici sono chiusi, si può contattare la hotline cantonale che risponde sette giorni su sette, ora anche via mail o WhatsApp.«È un modo di comunicare molto dinamico, la risposa la si riceve praticamente subito», spiega alla RSI Greta Giorgetti, collaboratrice della hotline.

Da inizio dicembre i contatti via WhatsApp sono stati oltre mille, mentre le telefonate giornaliere sono dalle 350 alle 450, e non solo per prendere appuntamento per eseguire un test.

Comportamenti sbagliati da evitare

Nonostante la situazione pandemica, ai checkpoint arrivano persone anche dopo una settimana da quando si manifestano i primi sintomi.

«Purtroppo vediamo comportamenti sbagliati: ci sono pazienti che si presentano dopo diversi giorni di sintomi o che hanno fatto il test fai da te e hanno continuato ad andare al lavoro e fare una vita normale, malgrado fossero sintomatici: questo non va bene», sottolinea il dottor Camponovo.

Nel Sottoceneri sono circa una ventina i test giornalieri, mentre nel Sopraceneri oltre il doppio. Rispetto agli scorsi mesi si è abbassata l'età di chi si fa testare.

«Prendiamo principalmente gli appuntamenti ai chekpoint di Lugano e Bellinzona, così come all'Ospedale La Carità di Locarno per sgravare un po' gli altri nosocomi ticinesi» precisa la collaboratrice della hotline Giorgietti.

Piccoli ritardi nei risultati dei test

Al momento il ritmo ai checkpoint è tranquillo, ma l’aumento dei contagi inizia a farsi notare. «Il ritardo nel comunicare i risultati per ora è lieve, specifica Camponovo, prima arrivavano tutti entro fine poneriggio, adesso arrivano in serata ma tutti ancora entro mezzanotte».

Fino alla comunicazione dei risultati, chi si è fatto testare, deve considerarsi positivo e rimanere quindi a casa in isolamento.