Diciotto bimbi vaccinati in Ticino? Bellinzona smentisce, Berna: «Errore nei dati»

SwissTXT / pab

4.5.2021

Immagine d'illustrazione
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Keystone

Qualcosa nei dati relativi alle vaccinazioni trasmessi da Berna e dal Ticino non torna.

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4.5.2021

L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) riferisce infatti, come riporta la RSI, di 18 bambini vaccinati - da gennaio a inizio maggio - tra 0 e 9 anni.

Una notizia che però non trova riscontro sul sito delle autorità ticinesi, in cui per la stessa fascia di età figura un chiaro zero. E così dovrebbe essere, considerando che i ragazzi in Svizzera possono essere vaccinati solo dai 16 anni in su.

Un'incongruenza che non riguarda solo il Ticino: il sito dell'UFSP, infatti, fa stato di vaccinazioni effettuate nella fascia 0-9 anni anche in altri cantoni, sebbene la somministrazione sui bambini non sia autorizzata.

Interpellato dalla stessa RSI, l'Ufficio federale di sanità pubblica parla di un generico errore nella trasmissione delle informazioni: «La somministrazione ai bambini di entrambi i vaccini Pfizer e Moderna in Svizzera non è ancora permessa. L'UFSP riceve i dati dai cantoni probabilmente si tratta dunque di un errore nella trasmissione dei dati. La cosa migliore è di rivolgere la domanda direttamente al canton Ticino».

Il DSS parla di «inghippo» nei sistemi automatici di registrazione

Le autorità cantonali negano che quei dati possano corrispondere alla realtà e parlano di «inghippo» nei sistemi automatici di registrazione. «I due vaccini attualmente utilizzati in Svizzera non sono omologati per i bambini e il canton Ticino si attiene a queste raccomandazioni. Seppure le modalità di vaccinazione siano capillari sul territorio, non ci risultano deroghe a queste indicazioni», afferma il Dipartimento della sanità e socialità ticinese.

«Il dato statistico riportato sul portale dell’UFSP riprende automaticamente i dati immessi nel sistema di registrazione delle vaccinazioni ed è quindi molto probabile che si tratti solo di errori di immissione, come del resto indica l’Ufficio federale. Si tratta peraltro di una ventina di casi su oltre 90'000 persone che hanno ricevuto almeno una dose. Visto il termine molto ristretto non ci è possibile risalire oltre all’inghippo statistico», conclude il DSS in una presa di posizione.