Covid, in Ticino da oggi vaccinazioni aperte agli «over 55»

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26.4.2021

Bellinzona: conf.stampa Coronavirus: situazione sanitaria e campagna di vaccinazione. Nella foto Giovan Maria Zanini, Farmacista Cantonale durante la conf.stampa Coronavirus per la situazione sanitaria e campagna di vaccinazione . 
© Ti-Press / Alessandro Crinari
Nella foto Giovan Maria Zanini, Farmacista Cantonale durante luna conferenza stampa per la situazione sanitaria e campagna di vaccinazione . 
© Ti-Press / Alessandro Crinari / Archivio

Da oggi in Ticino aprono, con due settimane di anticipo, le iscrizioni per il vaccino anti-Covid a tre nuove categorie, tra cui le persone «over 55».  In media vengono somministrate 3'000 vaccinazioni al giorno. 2'500 prenotazioni online cancellate poiché non valide. Le forniture delle dosi di Moderna rimangono un problema per la pianificazione.

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26.4.2021

«Iniziamo dalle cifre, ha esordito Zanini. Fino a ieri sera, domenica, a mezzanotte erano 112'094 le dosi di vaccino anti-Covid-19 somministrate, il che corrisponde a 32 persone ogni 100 abitanti. Le persone completamente vaccinate sono 38'967, l’11,1% della popolazione ticinese».

«Il dato significativo è che la scorsa settimana si sono effettuate 20'711 inoculazioni, quasi il 20% del totale di tutte delle vaccinazioni fatte dall’inizio della campagna partita il 4 gennaio».

Quasi 3'000 vaccini al giorno

«Ricordo poi che il lunedì i quattro centri cantonali sono chiusi per la sanificazione e per l’istruzione del personale che darà il cambio, quindi siamo a una media di quasi 3'000 vaccinazioni alla settimana.

«A questi dati vanno sommate anche le immunizzazioni fatte in periferia, quelle del personale sanitario eseguite all’interno delle strutture come ospedali e cliniche, come alcune ditte che forniscono servizio di aiuto domiciliare. Negli studi medici, non dimentichiamoci, sono in corso le inoculazioni per quei pazienti il cui rischio è particolarmente elevato.

Alta adesione alla campagna

A chi sono state somministrate? I dati sono fermi a giovedì scorso, mancano circa 13'000 vaccinazioni. Coerentemente con la strategia decisa dalla Confederazione in Ticino, il grosso delle vaccinazioni è andato alle persone con più di 60 anni. Le curve visibili in basso ai grafici con i dati sono quelle che riguardano i pazienti ad alto rischio e il personale sanitario. «Insomma il Ticino si è conformato alle priorità stabilite da Berna».

Fra i vari dati spiccano sicuramente quelli delle fasce di età degli over 75, degli over 80 e degli over 85, tutte e tre, infatti, hanno superato l’80% di persone vaccinate. «Questi tassi sono molto alti. Per questo ringrazio ancora i nostri anziani per il senso di responsabilità che stanno dimostrando sottoponendosi alla vaccinazione», ha sottolineato Zanini.

La fascia più colpita ora è quella dei 20-29enni

Nella fascia che è stata aperta da poco, quella degli over 65, «abbiamo già il 50% che ha ricevuto almeno una dose. In queste cifre non sono incluse le persone che hanno già potuto fissare il primo appuntamento. Ma dai calcoli che abbiamo fatto, entro il fine settimana, arriveremo e probabilmente supereremo il 70%, arrivando forse anche al 72%», a affermato fiducioso Zanini.

Il numero dei contagi nelle fasce d'età alte si sta riducendo, lo indicano le cifre, secondo le quali la fascia più colpita, «nella settimana tra il 12 e il 18 aprile, è quella dei giovani tra i 20 e i 29 anni con 217 casi, seguita da quella dei 50 - 59enni».

«Questa è la prova che i vaccini funzionano. E che sono stati tollerati molto bene praticamente da tutti. In caso di problemi, molto rari, le cose si risolvono in poche ore o in pochi giorni», ha specificato Zanini.

Vaccinazioni anche per alcune donne incinte

Da oggi in poi tre gruppi di persone potranno prenotare un appuntamento per farsi vaccinare. E sono, in ordine di priorità, le donne incinte con malattie croniche o con un aumentato rischio di esposizione alla malattia, le persone a stretto contatto con un soggetto vulnerabile non vaccinato o un soggetto immunodepresso (anche se vaccinato). Queste persone dovranno essere in possesso di uno specifico certificato medico. Inoltre si aprono le inoculazioni agli «over 55».

«Le future mamme che si trovano in questa condizione, ha specificato Zanini, possono accedere alla vaccinazione, ma ci sono condizioni molto particolari da rispettare perché non abbiamo attualmente dati sufficientemente validi per poter estendere la vaccinazione contro il Covid a tutte le donne in gravidanza».

«Non è stato chiarito a sufficienza se il vaccino possa essere un problema per la donna o il nascituro. Tutte le indicazioni esistenti affermano che l'inoculazione è sostenibile. Per queste persone però si tratta di fare una valutazione tra i rischi, teoricamente possibili, ma praticamente molto bassi, e il beneficio più che evidente in caso in cui la donna abbia una malattia cronica o sia esposta al rischio del virus», ha sottolineato Zanini.

Repubblica e Cantone Ticino

Donne incinte, un registro necessario

«Tutti i ginecologi sono informati e sanno quello che devono fare. Le future mamme sono quindi invitate a contattare il proprio ginecologo e non il medico curante, per una discussione e una valutazione. Verrà poi fatto firmare loro un documento di consenso informato con tutte le informazioni del caso per decidere liberamente. Una volta in possesso di questo documento, il ginecologo scriverà il certificato che autorizza la vaccinazione. Quest'ultimo dovrà poi essere presentato al centro di inoculazione», ha spiegato Zanini. 

«È importante sapere che la futura mamma deve accettare di essere inserita in un registro di sorveglianza delle gravidanze. Infatti, come detto prima, non abbiamo dati a sufficienza in questo caso: la donna incinta vaccinata sarà quindi invitata a compilare un documento contenente informazioni su come si è sentita dopo l'inoculazione, se ha avuto effetti collaterali, ecc. Il questionario dovrà essere consegnato al proprio ginecologo che lo spedirà poi a Losanna al centro che si occupa di questo studio», ha precisato Zanini.

Accesso anche a chi accudisce persone immunodepresse

«Da oggi si possono iscrivere anche le persone a stretto contatto con un soggetto vulnerabile non vaccinato o un soggetto immunodepresso, anche se vaccinato, come ad esempio le badanti o altre figure che accudiscono persone che non possono essere vaccinate, come per esempio chi è a casa malato e non può alzarsi dal letto o, semplicemente chi ha deciso di non farsi vaccinare», ha spiegato Zanini.

Anche chi accudisce persone immunodepresse può farsi vaccinare «perché non è detto che la copertura dell'immunodepresso sia elevata. Anche in questo caso occorre un certificato compilato dal medico della persona a rischio per accedere alla vaccinazione». Per esempio, ha spiegato Zanini, «se una badante è a contatto con una persona fragile deve farsi vaccinare e chiedere il certificato non al proprio medico, ma a quello della persona che assiste».

Da oggi iscrizioni aperte per gli «over 55»

Le prenotazioni infine sono da oggi aperte anche alle persone con 55 anni compiuti o più. «Questa categoria non ha bisogno di particolari certificati.»

Le informazioni di dettaglio sono pubblicate sull'apposita pagina web del Cantone, dove è possibile annunciarsi e visualizzare le disponibilità di appuntamenti in ognuno dei quattro centri cantonali (Giubiasco al Mercato Coperto, Locarno al Palazzetto Fevi, Lugano al Padiglione Conza e Mendrisio al Mercato Coperto).

«Ricordo a tutti che è solo tramite la piattaforma online cantonale che ci si può iscrivere. Inutile cercare scorciatoie. Le prenotazioni prese con altri metodi vengono sistematicamente cancellate. 

2'500 prenotazioni cancellate perché non valide

Gli ha fatto eco Ryan Pedevilla, Capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione, che ha spiegato che durante il weekend circa 2’500 persone che si erano annunciate sulla piattaforma online ticinese per accedere al vaccino senza averne diritto (perché non residenti nel cantone o perché facenti parte di categorie non ancora ammesse alla campagna) sono state cancellate dal sistema di prenotazione.

Chi non ha diritto di essere vaccinato non riceve il preparato e viene respinto dai centri vaccinali, ha assicurato Pedevilla sottolineando che ogni caso del genere rischia di causare uno spreco di dosi, a danno di chi ne ha diritto e maggiore bisogno.

I cantoni sono responsabili per le persone residenti, ha ricordato Pedevilla. Chi si è iscritto ma non aveva il diritto di farlo ha ricevuto una notifica che indicava che la sua prenotazione è stata cancellata. Se nel frattempo ora ha diritto a un appuntamento dovrà di nuovo andare sul sito del cantone e completare una nuova procedura. Possibili inesattezze possono  essere verificate telefonando allo 0800 128 128.

Dal 2 maggio al via gli «over 55»

Pedevilla è poi entrato nel vivo delle spiegazioni tecniche: «Per quel che riguarda gli over 65 siamo praticamente a metà strada. Dal 2 di maggio passeremo alla fase sette, con l’apertura alle vaccinazioni agli over 55. Avremo quindi 48'000 persone coinvolte in questa fascia d’età. Con queste cifre stimiamo di impiegare circa tre settimane per la prima dose. Verosimilmente i primi appuntamenti per gli 'over 55' saranno dati a partire dal 4 maggio».

L’organizzazione adottata dal Ticino ha permesso di anticipare di alcune settimane i tempi della campagna vaccinale rispetto alla pianificazione. Attualmente, ha rivelato Pedevilla, nei centri cantonali, dove gli appuntamenti sono esauriti fino a inizio maggio, in lista d’attesa ci sono circa 1’000 persone. La maggior parte (905) attende di potersi recare a Giubiasco per ottenere il preparato Pfizer/BioNTech.

«Potremmo fare fino a 28'000 vaccinazioni al giorno»

«Probabilmente quando avremo finito con la fascia degli 'over 55' continueremo a scendere di 10 anni in 10 anni e non apriremo di colpo a tutta la popolazione. L'obiettivo è sempre quello di iscriversi in breve tempo e vaccinarsi di conseguenza entro tre settimane». La prossima fascia sarà quindi quella dei 45enni.

I servizi cantonali sono pronti ad aumentare il ritmo delle inoculazioni e passare dalle 17'000 giornaliere fino ad arrivare alle 28'000. «Tutto dipenderà però dalla quantità di vaccino che arriverà, ha spiegato Pedevilla. In caso di bisogno, se le forniture da parte della Confederazione dovessero superare quelle pianificate, sarà riaperto il centro cantonale di Tesserete».

«La fornitura di Moderna è problematica»

«La programmazione con Moderna continua a rimanere problematica», al contrario di quanto avviene con Pfizer/BioNTech, ha sottolineato dal canto suo il farmacista cantonale Giovan Maria Zanini annunciando che il cantone non intende cambiare la strategia che fissa la  prima e la seconda inoculazione fintanto che non avrà avuto elementi fattuali indicanti un cambiamento effettivo da parte dell’azienda.

«Questa settimana attendiamo una fornitura per venerdì o al più tardi sabato - ha sottolineato -. Vedremo se arriverà puntuale e se sarà in quantità corrette», ha terminato Zanini.

I contagi in Ticino

Dopo il punto della situazione sanitaria, Ryan Pedevilla, Capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione, provvederà a illustrare la situazione a livello logistico.

Intanto in mattinata sono state rese note le cifre del bilancio quotidiano. I nuovi casi di Covid-19 sono 34, numero in linea con lo scorso lunedì, (35 contagi). Non si registrano ulteriori decessi. Il numero di morti rimane così fermo a 984.

Negli ospedali ci sono 85 pazienti, quattro in meno rispetto a ieri a fronte di sei dimissioni e di due ospedalizzazioni. In cure intense i posti occupati sono ora 16, uno in più rispetto a domenica. Sempre 14 i malati che si trovano sotto ventilazione artificiale.