Dagli anziani fiducia nelle autorità, ma uno su tre l'ha vissuto male

SwissTXT / pab

2.11.2021

Analisi promossa dal Consiglio ticinese degli anziani e dalla fondazione Sasso Corbaro
Analisi promossa dal Consiglio ticinese degli anziani e dalla fondazione Sasso Corbaro
Ti-Press

Nella primavera del 2020 gli anziani in Ticino erano stati invitati «ad andare in letargo». Oggi sappiamo in che modo gli over 65 hanno vissuto le misure restrittive imposte durante il primo confinamento.

SwissTXT / pab

2.11.2021

Un'analisi, condotta tra ottobre 2020 e febbraio 2021, è stata promossa dal Consiglio ticinese degli anziani e dalla fondazione Sasso Corbaro ed è stata presentata martedì alla stampa.

«Ero partito dall'idea che ci fosse stato un sentimento di ‹perdita di rispetto› e che il valore della dignità del singolo fosse stato messo sotto pressione, mentre i risultati fanno vedere che in un certo senso non si è trattato di un gran problema», ha spiegato Roberto Malacrida, presidente del comitato scientifico della Fondazione Sasso Corbaro, ai microfoni della RSI.

Il 45% degli 818 intervistati tra i 65 e i 93 anni ha infatti espresso pareri e sentimenti positivi sulle misure.

La misura che ha colpito di più? Il divieto di fare la spesa agli over 65

Ciò non toglie, però, che quasi uno su tre abbia dichiarato di averle vissute male, sia per il distanziamento che per il confinamento. Una misura ha colpito più di altre: «Il divieto di fare la spesa per gli over 65», spiega Stefano Cavalli, uno dei ricercatore della SUPSI autore dello studio.

«Questo perché è quello che fa più esplicitamente riferimento a un dato anagrafico, e sappiamo che l'utilizzo dell'età per introdurre dei divieti è certamente comodo e pratico, ma è anche problematico perché è una soglia arbitraria: non si diventa per forza più a rischio o vulnerabili a partire da quell'età e non si considerano le differenze tra individui», continua Cavalli.

La cultura «del nostro piccolo Ticino»

«Penso che sia un po' anche la cultura del nostro piccolo Ticino: si crede ancora a quanto dice l'autorità», sostiene Maria Luisa Delcò, presidente del Consiglio degli anziani del canton Ticino, sempre alla RSI. «E si crede anche alla scienza, che ci dice come comportarsi o meno».

«Però, l'aspetto legato alla non libertà di fare la spesa, non va banalizzato», ha aggiunto Delcò. «Normalmente un anziano può essere autonomo, e magari aiutare la propria figlia, che ha tre bambini, nelle faccende di tutti i giorni. Realizzare improvvisamente di avere una certa età e di non avere più autonomia può essere una condizione molto difficile da accettare».

Presentazioni pubbliche dello studio si terranno l’11 novembre a Bellinzona, il 23 novembre a Lugano e il 2 dicembre a Mendrisio. A gennaio, ma le date non sono ancora note, ne sono previste anche a Biasca e a Locarno.