Focus sulle università al Gran Consiglio ticinese

SwissTXT / pab

17.12.2020

Previsto un aumento della spesa di 74 milioni di franchi
Previsto un aumento della spesa di 74 milioni di franchi
Ti-Press

Le discussioni al Gran Consiglio sono state oggi, giovedì, incentrate soprattutto sulla politica universitaria.

Due le trattande all'ordine del giorno relative alle scuole universitarie in Ticino: il Parlamento ha approvato il resoconto sui contratti di prestazione per il 2019 tra Cantone, SUPSI e USI, e ha poi guardato al futuro con la politica universitaria dei prossimi 4 anni, pure accettata.

La discussione sui due temi ha però acceso un po' gli animi. È soprattutto la questione sollevata da Massimiliano Robbiani ad aver tenuto banco: non è piaciuta la recente scelta di un medico italiano per un posto di primario di urologia e di professore ordinario per la neonata facoltà di medicina presso l'USI.

Bertoli: «Attendo anch'io di sapere il perché della scelta»

«Qui non è una questione di 'primanostrismo', ma di ragionevolezza (...) di mettere le persone giuste ai posti giusti», ha detto il granconsigliere leghista. A rincarare la dose, la liberale-radicale Roberta Passardi, secondo cui «a pari competenze non è ammissibille che vengano scelti candidati non residenti né cittadini svizzeri, magari scelti perché ci sono state ingerenze da parte di soggetti influenti».

Il tema è stato poi oggetto di un'interrogazione della democentrista Lara Filippini che ha tirato in causa il ruolo del Dipartimento dell'educazione. 

Il direttore Manuele Bertoli ha però precisato che «non ho nessuna posizione da prendere, perché attendo anch'io di sapere esattamente quale sia stato il ragionamento all'interno del senato accademico e del consiglio. Riconfermo inoltre di non partecipare a questo genere di scelte. È stato scelto in questo cantone di avere un'università autonoma, con dei consigli autonomi. Nel bene e nel male».

Investire nell'istruzione per una società più consapevole

Passando poi più concretamente alla politica universitaria, il PPD Lorenzo Jelmini ha sollevato una criticità per quanto riguarda la gestione del personale della SUPSI: «Non si percepiscono la sensibilità all'ascolto delle proprie persone e la volontà di creare un ambiente confortevole. Non si capisce perché nell'istituto non venga attivata una sezione di gestione delle risorse umane».

In seguito, da più parti è stato ricordato che USI e SUPSI portano importanti ricadute economiche nel cantone, ma anche lustro. Dal Partito socialista si apprezza quindi l'investimento in questo ambito aumentato negli ultimi anni, come ha anche sottolineato Cristina Gardenghi dei Verdi: «Ogni franco speso nell'istruzione, ricerca e cultura, permette di creare una società più consapevole e resiliente».

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