Il medico cantonale aggiunto del Vallese: «In marzo ci salvò il Ticino»

SwissTXT / pab

23.10.2020

Frank Bally
Frank Bally
Hopital du Valais

Il Vallese, sotto più aspetti simile al Ticino a cominciare dalla popolazione (entrambi hanno circa 350'000 abitanti), risulta attualmente essere il cantone più colpito dalla pandemia, con un numero di contagi triplicato nell'ultima settimana.

Sei mesi fa invece il triste primato era toccato al Ticino. Il Governo di Sion nei giorni scorsi è corso ai ripari di fronte alla seconda ondata di Covid-19 imponendo la chiusura dei ristoranti alle 22 e le partite di hockey e calcio senza pubblico. Misure che stanno facendo scuola in Romandia.

«La nostra situazione in marzo era simile a quella del canton Ticino, ma con due differenze», sottolinea il medico cantonale aggiunto vallesano Frank Bally ai microfoni della RSI.

«La prima - spiega lo specialista in malattie infettive - è che l'ondata è arrivata in Vallese una settimana più tardi e i colleghi ticinesi ci hanno avvertito facendoci arrivare pronti all'emergenza. La seconda è che non abbiamo mai raggiunto la capienza massima dell'ospedale. Dunque non abbiamo mai dovuto ricorrere a situazioni d'urgenza, o rifiutare dei pazienti ad esempio».

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