In Ticino pochi film e pochi spettatori

SwissTXT / pab

19.10.2020

Uno scorcio della sala principale del Palacinema di Locarno
Uno scorcio della sala principale del Palacinema di Locarno
Ti-Press

La mascherina - da lunedì obbligatoria in tutti i luoghi chiusi frequentati dal pubblico - sembra non spaventare gli spettatori di teatri o musei.

Il pubblico però sembra disertare i cinema (spesso in sala ci sono solo 3 o 4 spettatori), ma questo è perché la programmazione è orfana di grandi produzioni internazionali.

«Non direi che è l'obbligo della mascherina ad allontanare la gente dalle sale. Ci sono spettatori che la indossavano già prima e non c'è un ostacolo in questo senso. A dimostrarlo c'è il fatto che due film statunitensi molto importanti hanno fatto i numeri che dovevano. Il nostro problema è la mancanza di film, un problema globale: mancano le pellicole francesi», ha spiegato Luca Morandini, portavoce dei gestori delle sale ticinesi, ai microfoni della RSI.

«Non si sopravvive - prosegue Morandini - Al momento la situazione e molto complicata. Per noi è un periodo decisamente un po' da incubo».

Il pubblico non snobba il teatro

Discorso diverso per quel che riguarda il teatro.

Poco o nulla è cambiato ad esempio per il LAC, come ha spiegato sempre alla RSI il direttore Michel Gagnon: «Sebbene le sale siano limitate al 60%, il pubblico c'è e abbiamo stabilito un preciso piano di protezione: non c'è aria condizionata, termoscanner all'entrata, disinfezione delle mani e obbligo della mascherina. Io ho ricevuto in merito molti feedback positivi in merito. Al LAC siamo sicuri».

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