Mottarone

Mottarone: «Inserimento forchettone scelta deliberata e condivisa». Eitan ha riaperto gli occhi

SDA

26.5.2021 - 15:01

Un soccorritore scatta una foto alla cosiddetta «forchetta» che è stata posizionata su un freno di emergenza.
Un soccorritore scatta una foto alla cosiddetta «forchetta» che è stata posizionata su un freno di emergenza.
KEYSTONE / AP Photo/Luca Bruno

Emergono altri particolari dalle indagini legate alla tragedia della funivia del Mottarone, costata la vita a 14 persone. Dopo il fermo di tre persone, accusate di aver volontariamente deciso di disattivare il freno della cabina, la procuratrice parla di «scelta condivisa e non di un giorno». Intanto il bimbo, unico sopravvissuto, ha riaperto gli occhi.

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26.5.2021 - 15:01

«È stata una omissione consapevole»: il procuratore di Verbania, Olimpia Bossi, definisce così la decisione di inserire il forchettone nel freno di emergenza della funivia del Mottarone precipitata domenica provocando la morte di 14 persone.

Quella di ovviare ai problemi dell'impianto, che continuava a fermarsi, è stata dunque secondo l'accusa una «scelta deliberata» delle tre persone per cui nella notte è stato disposto il fermo.

«Non è stata la scelta di un singolo, ma condivisa e non limitata a quel giorno. È stata una scelta legata a superare problemi che avrebbero dovuto essere risolti con interventi più decisivi e radicali invece che con telefonate volanti», ha proseguito il procuratore.

Nel frattempo il secondo «forchettone», ossia appunto lo strumento che impediva l'entrata in funzione dei freni di emergenza della funivia del Mottarone, è stato trovato questa mattina nella zona dell'incidente. 

Eitan, estubato, ha riaperto gli occhi

E ci sono importanti novità anche per quel che riguarda il piccolo Eitan, il bambino di 5 anni sopravvissuto alla tragedia, che ha riaperto gli occhi. «Il risveglio sta proseguendo e poco fa è stato estubato», ha detto il direttore generale della Città della Salute di Torino, Giovanni La Valle, a fine mattinata.

«Per un momento - aggiunge La Valle - il piccolo Eitan ha ripreso conoscenza». Al suo fianco, oltre agli anestesisti e agli psicologi dell'ospedale infantile Regina Margherita di Torino, c'era la zia Aya, sorella del padre morto con la madre e il fratellino di due anni nella cabina della funivia precipitata.

«Questa è una fase molto delicata - dicono i sanitari del reparto di Rianimazione diretto da Giorgio Ivani - La notte è passata tranquilla e conferma la stabilità clinica del bambino nonostante le condizioni critiche. Il fatto che siamo riusciti a estubarlo è un fatto positivo».

Quando ha aperto gli occhi, dunque, Eitan si è trovato di fronte il volto conosciuto della zia. La prognosi resta riservata e si attendono le prossime ore per completare il risveglio.

Salme giunte a Malpensa per il rimpatrio in Israele

Intanto lacrime e singhiozzi hanno rotto il silenzio all'arrivo delle salme dei genitori, del fratellino e dei bisnonni di Eitan, rimasti uccisi nella tragedia, all'aeroporto di Milano Malpensa, prima di una breve cerimonia pre rientro in patria.

La bandiera di Israele al fianco di quella italiana sul fondo, le cinque bare dei cinque cittadini israeliani, tra cui quella piccola e bianca per il piccolo Tom, sono circondate da persone in lacrime.

Una donna continua a domandare «perché» dicendo fra i singhiozzi quanto questa tragedia sia stata profondamente ingiusta. Al loro fianco, in silenzio, dieci rappresentanti della comunità ebraica, tra cui il segretario generale Alfonso Sassun. Alle spalle ufficiali di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza.

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