Benzina sempre più cara, ma bastano pochi chilometri per pagare di meno

SwisSTXT / pab

4.11.2021

Immagine d'illustrazione
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archivio Ti-Press

Da mesi ormai il prezzo dei carburanti alla pompa è aumentato notevolmente, raggiungendo già dalla scorsa estate valori nettamente superiori ai mesi precedenti.

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4.11.2021

Ma la cosa che stupisce ancora di più, come fa notare la RSI sul proprio sito internet, è la differenza in soldoni che si può vedere tra distributori dello stesso marchio in zone diverse del Ticino o, addirittura, anche a poca distanza l’uno dall’altro: una «guerra dei distributori», legata al libero mercato, che dà modo di battagliare a suon di centesimi alla pompa e che pesa sul portafoglio di chi guida.

Così, come illustra l'azienda di Comano, se da un lato si nota che il Luganese offre benzina e gasolio a prezzi più competitivi rispetto al Mendrisiotto o al Bellinzonese, a livello di marchi colpiscono le variazioni tra i Coop Pronto a Canobbio e quello di Magliaso o, nel caso di Socar, tra le pompe di Bioggio e Caslano, dove la differenza è rilevante benché siano distanti circa sei chilometri.

Socar e Coop Pronto sono state contattate dalla RSI per fornire la loro spiegazione in merito. La prima si è trincerata in un assoluto silenzio, mentre Coop Pronto, tramite la direttrice Marketing Sandra Jann, spiega che «le differenze di prezzo sono da porre in relazione a vari fattori. Tra questi figurano promozioni temporanee, differenti definizioni di concorrenza e mercato, oltre a valutazioni diverse».

Romano: «Devono reagire i consumatori e le autorità preposte al controllo»

Anche la politica si è già chinata sulla questione. Il consigliere nazionale Marco Romano (PPD) nel 2019 si era rivolto a Mister Prezzi e alla COMCO chiedendo ragguagli. Gli è stato risposto che il prezzo non è un fattore di natura politica e serve perciò presentare un dossier che evidenzi le distorsioni, rispettivamente incongruenze presenti sul mercato.

E grazie alle informazioni disponibili, spiega il politico mendrisiense, è sua intenzione trasmettere un dossier alla COMCO. Sperando che, come scrive in un post su Facebook, «un buon numero di cittadini faccia lo stesso e si possa finalmente aprire un incarto in merito».

Il post di Marco Romano

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