Reinserimento professionale

Premio «Agiamo insieme» alla Securiton SA: «Non aver paura di provare»

SwissTXT / pab

10.5.2021

Vezia: premiazione evento Agiamo Insieme 2015 promosso dalla Camera di Commercio dell’industria, dell’artigianato e dei servizi e dall’Ufficio dell’assicurazione invalidità del Cantone Ticino. Nella foto i premi prima della consegna.  ©Ti-Press / Gabriele Putzu
Uno dei premi delle scorse edizioni
archivio Ti-Press

«Non bisogna avere paura di provare». Sono parole di Silvio Ghiggi, direttore della Securiton SA di Lamone, che da 4 anni ha alle sue dipendenze un ragazzo con la sindrome di Asperger.

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10.5.2021

La sua, come racconta la RSI, è una delle tre imprese che lunedì sera, nel corso di un evento pubblico, riceveranno il premio «Agiamo insieme» per aver scelto con successo la via del reinserimento professionale di persone lese nella loro salute.

Tutto è cominciato quattro anni fa quando, grazie a dei contatti che Ghiggi ha con la fondazione ARES, che si occupa del reinserimento professionale di persone colpite dalla sindrome di Asperger, la Securiton decide di accogliere uno degli utenti della Fondazione.

E così è arrivato Alessandro, classe 1985, che dopo 3 mesi di prova è stato regolarmente assunto e ad oggi continua a lavorare a Lamone. «L’inclusione è importante. Se Alessandro dovesse fare un colloquio standard rischierebbe di non trovare mai un posto di lavoro», spiega Ghiggi ai microfoni della RSI.

«Realtà accettata molto bene dai collaboratori»

Poi è iniziato il percorso vero e proprio. Alessandro ha iniziato piano piano, partendo da delle scansioni di archivio per poi approdare dov'è ora, ovvero al reparto vendita dove fa consulenza.

Anche con i colleghi non ci sono stati problemi. «All’inizio abbiamo fatto un’introduzione a questo nuovo mondo a tutti – racconta Ghiggi – Era importante spiegare che non è una malattia e quindi non è il Rainman di turno che si vede alla televisione. Non da ultimo si voleva anche portare a conoscenza di una nuova realtà che peraltro è stata accettata molto bene dai collaboratori».

L'azienda ogni 3 mesi circa fa il punto della situazione con il coach di Alessandro, per capire se dovessero emergere dei problemi. Per Ghiggi l'esperienza è stata positiva sotto tutti i punti di vista e, secondo lui, il blocco di tante aziende è dato dalla poca conoscenza del tema.