Quarantene con tempi diversi, problemi per i frontalieri

SwissTXT / pab

12.11.2020

Immagine d'illustrazione
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Ti-Press

L'Italia e la Svizzera hanno adottato strategie diverse per combattere il coronavirus e questo significa anche tempi diversi per le quarantene che obbligano le persone ad assentarsi dal proprio lavoro.

Una situazione che colpisce soprattutto i lavoratori frontalieri poiché il Ticino e la Lombardia hanno regole di rientro al lavoro diverse per chi è risultato positivo al Covid-19: se in Svizzera bastano 48 ore senza sintomi per rientrare al lavoro, al di là della frontiera ci vogliono 10 giorni di isolamento e un secondo tampone negativo.

Ma i risultati possono arrivare anche dopo giorni e l’attesa prolungata starebbe creando problemi ad aziende e lavoratori frontalieri.

«Ci sono giunte diverse segnalazioni, circa una decina, in cui il datore di lavoro intima il rientro facendo riferimento alla legislazione svizzera», racconta Andrea Puglia, responsabile dell'ufficio frontalieri dell'OCST, ai microfoni della RSI. Una situazione confermata anche da Giangiorgio Gargantini di UNIA che riferisce di pressioni ricevute anche dai dipendenti residenti.

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