Rabadan altrove? Capoferri: «Se non si può a Bellinzona, perché no»

SwissTXT  / pab

2.11.2021

Il re e la regina Radadan
archivio Ti-Press

Il carnevale di Bellinzona potrebbe non tenersi nemmeno nel 2022, contrariamente a quelli di Tesserete, Chiasso e Biasca. La maggioranza dell'Esecutivo cittadino, infatti, al momento sembra propendere per il no, malgrado il gruppo grandi eventi non si sia opposto.

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2.11.2021

Ma non fare la manifestazione porterebbe a un danno economico importante per la società Rabadan, che non esclude di organizzarla altrove.

«Al Municipio abbiamo fatto due proposte. Un'edizione normale ‹light›, mantenendo unicamente il corteo della domenica, oppure un'edizione ridotta all'Expocentro o al Palabasket», spiega ai microfoni della RSI Giovanni Capoferri, presidente della società.

Bocciata la seconda, il Municipio dovrebbe chinarsi sull'opzione numero uno, ma c'è chi si chiede se non sia prematuro organizzare un evento simile nella situazione attuale. Tuttavia, secondo una minoranza, dopo un anno di assenza, il Rabadan dovrebbe tornare, anche perché in caso contrario toccherebbe alla Città gestire chi scenderà comunque per le strade a festeggiare.

Per dirimere la questione, la Città ha chiesto aiuto al Governo cantonale ma, come ha confermato sempre alla RSI il sindaco Mario Branda, la risposta è stata: «Valgono le disposizioni federali».

Per i vertici del Rabadan, la situazione è preoccupante, poiché due anni di assenza metterebbero a rischio la sopravvivenza della società e delle attività collegate alla manifestazione. «Nel caso fosse un no, dovrò discutere col comitato - perché no - magari la possibilità di fare un'edizione 2022 in un'altra località del cantone», afferma Capoferri. Potrebbe essere Lugano? «Non posso dirlo», risponde.