Ticino

Rallenta la campagna vaccinale, Zanini: «Ma nessuna dose sarà sprecata»

SwissTXT / pab

7.7.2021

Il farmacista cantonale ticinese Giovan Maria Zanini
Il farmacista cantonale ticinese Giovan Maria Zanini
Ti-Press

Il rallentamento della campagna vaccinale in Svizzera è un dato di fatto: nel giro di poche settimane si è passati da una media di circa 90'000 dosi somministrate al giorno a poco più di 60'000. Tutte le persone che desideravano vaccinarsi lo hanno potuto fare o potranno farlo.

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7.7.2021

L'evoluzione della situazione sta seguendo un andamento atteso, secondo quanto dichiarato dal farmacista cantonale ticinese Giovan Maria Zanini ai microfoni della RSI: «Ora bisogna convincere gli scettici e iniziare a prepararsi per l’immunizzazione dei più giovani».

Delle 367'650 dosi ricevute finora dal canton Ticino (dati aggiornati a venerdì 2 luglio), ne sono state somministrate 344'486. «La disponibilità attuale è poco più di 23'000, alla quale vanno aggiunte altre 28'000 dosi ricavate dall’ottimizzazione dell'estrazione del siero dalle fiale», specifica ancora Zanini.

Sì, perché se da contratto con le case farmaceutiche si calcolano 10 dosi per una fiala del farmaco Moderna e 5 per quello di Pfizer, con la tecnica adeguata, da ogni fiala si riesce a estrarre una dose in più.

«Tutte le dosi somministrate entro la fine di luglio»

Alla luce di questi dati, dei continui appelli e delle varie iniziative adottate per indurre le persone a farsi immunizzare, la domanda nasce spontanea: non è che le dosi a disposizione attualmente sono troppe e si rischia di doverle buttare?

«Secondo i nostri calcoli, tutte le dosi attualmente in stock in Ticino verranno somministrate entro la fine di luglio. Fino a due settimane fa, le forniture di vaccini erano appena sufficienti per soddisfare la domanda. Dall’inizio della campagna è la prima volta in cui abbiamo un po’ di margine - sottolinea il farmacista cantonale - ma è tutto calcolato. Per l’estate non sono previsti esuberi».

Prospettiva a lungo termine

Diversa la prospettiva a lungo termine. La Svizzera ha infatti sottoscritto contratti per molte più dosi di vaccino di quante ce ne siano effettivamente bisogno, ma «rimane l’incognita dei mesi invernali, - ribadisce Zanini - non sappiamo cosa succederà. Potrebbe darsi che con le mutazioni servirà effettuare una terza dose, in quel caso non saremo impreparati».

Insomma, per determinare se i vaccini acquistati dalla Confederazione siano effettivamente troppi, bisognerà attendere almeno fino alla fine dell’anno. Intanto, anche il farmacista cantonale Zanini rinnova l'appello a vaccinarsi a tutti coloro che possono farlo: «Si tratta di una questione esclusivamente sanitaria, ne va della salute pubblica. Le dosi ci sono per tutti».