Rogo al mulino, Fontana: «Restare a Maroggia è un dovere»

SwissTXT / pab

25.11.2020

Una veduta panoramica aerea di quello che resta del Mulino di Maroggia dopo l'incendio di lunedi sera.
Una veduta panoramica aerea di quello che resta del Mulino di Maroggia dopo l'incendio di lunedi sera.
Ti-Press

Mercoledì si è tenuto l'incontro con le assicurazioni per valutare i danni, il risarcimento e i margini di manovra per ricostruire il Mulino di Maroggia, andato distrutto dalle fiamme. La famiglia Fontana è ancora incredula, ma «qualcosa faremo» aveva detto all'indomani del disastro.

«Abbiamo qualche idea in più e, sì, pensiamo a una ricostruzione», ha spiegato mercoledì ai microfoni della RSI Alessandro Fontana, titolare del Mulino. «Abbiamo delle parti di sedime che si sono salvate, come il magazzino o altre parti che tra l'altro avevamo rinnovato di recente. Credo sia quasi un dovere restare qui e neanche pensare di andare in un altro posto».

«Un pezzo di cuore che se ne sta andando».

Non è la prima volta che il Mulino subisce i rovesci del destino: il 1° agosto 1998 una violenta grandinata aveva seriamente danneggiato l'edificio. Allora, il titolare Luigi Fontana aveva tentennato. Ma la ferma volontà del figlio Alessandro, allora solo 15enne, lo indusse a ristrutturare completamente il complesso.

«Qui dentro ci sono cresciuto - spiega Fontana - ci giocavo da piccolo, e fa male il cuore vedere la demolizione in corso, che però è necessaria per proseguire con le operazioni di spegnimento. È un pezzo di cuore che se ne sta andando».

Un pezzo di cuore che è anche quello della comunità di Maroggia. Il sindaco, che la RSI ha raggiunto telefonicamente, ha detto che vorrà fare la sua parte per aiutare la famiglia. Per ora però bisogna ancora spegnere gli ultimi focolai.

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