Una delegazione uigura da Lombardi

SwissTXT / pab

3.11.2021

Melide: Filippo Lombardi neoeletto municipale di Lugano per il PPD, Partito Popolare Democratico. Nella foto Filippo Lombardi durante un´intervista ai giornalisti del Corriere del Ticino.
© Ti-Press / Davide Agosta
Il municipale di Lugano Filippo Lombardi
archivio Ti-Press

Una piccola delegazione della minoranza cinese uigura mercoledì ha fatto visita al municipale di Lugano, Filippo Lombardi, in un incontro informale durato circa un'ora. L'obiettivo della rappresentanza era chiedere alla Città di cambiare rotta sui rapporti le autorità cinesi.

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3.11.2021

«La collaborazione della Città di Lugano con la Cina dà un messaggio sbagliato perché Pechino sta commettendo un genocidio nei confronti del nostro popolo», ha dichiarato a margine dell'incontro il presidente del Congresso mondiale degli uiguri, Isa Dolkun. «Oggi abbiamo mostrato le violenze che subiamo e per questo nessuno deve dimostrare rispetto per la Cina, perché indirettamente avvalla le sue decisioni politiche», afferma Dolkun.

A luglio, il Municipio aveva accolto in un incontro ufficiale l'ambasciatore cinese a Berna, Wang Shihting, e i rapporti tra la Città e la Cina sono finite anche al centro di un'interrogazione di alcuni consiglieri comunali, proprio alla luce della situazione nello Xinjiang, dove la minoranza degli uiguri è oggetto di vessazioni e violazioni dei diritti umani da parte delle autorità di Pechino.

«La Città di Lugano riceve ufficialmente tutti gli ambasciatori dei vari Paesi che lo richiedono. Intrattiene un rapporto costruttivo con la Cina di tipo soprattutto culturale, intrattiene scambi universitari. D'altro canto, la Città è anche sensibile ai temi dei diritti dell'uomo e delle minoranze», assicura Filippo Lombardi.

Proprio sul tema dei diritti umani, il municipale aggiunge che «se noi ne parliamo molto apertamente anche con degli amici, in questo caso gli amici cinesi, l'amicizia consiste nel dirsi la verità quando ci si incontra e non c'è nessun bisogno di nascondersi dietro un dito né da una parte, né dall'altra».