Regno Unito

Scozia: Sturgeon traballa, salgono richieste dimissioni

SDA

19.3.2021 - 11:18

La prima ministra scozzese è sempre più in bilico.
Keystone

Traballa la poltrona di Nicola Sturgeon, la leader indipendentista scozzese dell'Snp e capo del governo di Edimburgo, accusata di aver mentito in Parlamento sulle presunte interferenze nelle indagini giudiziarie contro Alex Salmond.

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19.3.2021 - 11:18

Sturgeon è sospettata d'essersi voluta liberare definitivamente del suo ingombrante predecessore ed ex padrino politico, investito nei mesi scorsi da denunce di presunte molestie sessuali da parte di ex collaboratrici risalenti a quando egli era ancora first minister della Scozia e alla fine assolto su tutta la linea in tribunale.

Sturgeon deve infatti fare i conti ora col verdetto di una commissione parlamentare locale di fronte alla quale ha testimoniato di recente sotto giuramento sulla vicenda. Commissione che, stando alle anticipazioni dei media e in attesa del responso ufficiale previsto la settimana prossima, ha già giudicato come ingannevoli e mendaci le sue dichiarazioni con 5 voti contro 4: tanto da indurre Douglas Ross, leader Tory scozzese – il cui partito è all'opposizione in Scozia, mentre è al potere nel governo centrale britannico – a invocarne le dimissioni immediate.

La leader indipendentista insiste da parte sua nel negare tutte le le accuse imputando il parere della commissione al pregiudizio politico delle opposizioni. E resiste contando sul sostegno dell'Snp, che controlla il Parlamento di Edimburgo, ma non la commissione stessa (dove dispone di 4 membri, contro due conservatori, uno laburista, uno liberale e uno indipendente).

Su di lei pende tuttavia anche il giudizio indipendente affidato a un giurista e avvocato irlandese, James Hamilton, sulla sua possibile violazione degli standard di comportamento del codice ministeriale. Cosa che se fosse sancita ne imporrebbe di fatto le dimissioni da first minister della Scozia, metterebbe a rischio le speranze dell'Snp di rafforzare la propria maggioranza alle elezioni locali in calendario a maggio e renderebbe ancor più difficile la battaglia post Brexit degli indipendentisti per cercare di strappare a Londra il via libera a un referendum bis sulla secessione dal Regno Unito che Boris Johnson e la maggioranza Tory nazionale negano categoricamente di voler concedere.

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