Identità di genere

Creato un intergruppo parlamentare LGBTQ+

hl, ats

12.6.2021 - 13:22

Il consigliere nazionale Damien Cottier è copresidente del nuovo intergruppo parlamentare LGBTQ+. Intende battersi tra l'altro contro le discriminazioni degli omosessuali nella donazione di sangue.
Keystone

Consiglieri nazionali e agli Stati LGBTQ+ hanno ora un loro intergruppo parlamentare.

hl, ats

12.6.2021 - 13:22

L'obiettivo è di «coordinare gli interventi alle Camere federali e unire le forze», ha spiegato il consigliere nazionale Damien Cottier (PLR/NE) in un'intervista all'edizione in francese del Blick.ch.

«Giovedì mattina abbiamo creato il primo gruppo parlamentare LGBTQ+, di cui sarò, con la mia collega (consigliera agli Stati) Lisa Mazzone (Verdi/GE), uno dei copresidenti. Questo gruppo sarà aperto a tutti i parlamentari e comprenderà quindi anche persone che non fanno parte della comunità LGBTQ+», ha detto Cottier.

LGBTQ+ è un acronimo utilizzato per fare riferimento alle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer e, più in generale, a tutti coloro che non si sentono pienamente rappresentati sotto l'etichetta di donna o uomo eterosessuale.

«Vorremmo avere copresidenti di tutti i partiti», ha aggiunto. Il nuovo intergruppo parlamentare sarà presentato tra qualche giorno, ha detto nell'intervista realizzata in occasione della donazione di sangue dei parlamentari, da cui è stato escluso.

Discriminazione nella donazione di sangue

Il fatto che la donazione di sangue di un omosessuale sia subordinata a un'astinenza dal sesso di dodici mesi, anche all'interno di una coppia, è una delle forme di discriminazione che gli omosessuali ancora subiscono e che giustifica la creazione di questo intergruppo. La situazione attuale rappresenta comunque già un progresso ottenuto da Trasfusione CRS Svizzera (istituzione facente capo alla Croce Rossa svizzera/CRS che con i Servizi trasfusionali regionali garantisce l'approvvigionamento di sangue nella Confederazione): prima del 2017 non c'erano eccezioni all'esclusione.

Ma ciò non basta per i movimenti LGBTQ+. In seguito a un'interpellanza dello stesso Cottier, il Consiglio federale ha indicato in marzo di essere favorevole a un «riesame dei criteri anche in Svizzera» affinché gli omosessuali non siano più esclusi.

È il comportamento individuale e non la vita intima che conta: un eterosessuale che non ha una relazione stabile rappresenta certamente un rischio maggiore rispetto a un omosessuale in coppia, sottolinea il liberale radicale neocastellano.

Altri temi di attualità

L'intergruppo si profilerà in almeno altri due temi cari alle persone LGBTQ+. La settimana prossima il Consiglio nazionale tratterà una mozione che intende vietare le terapie di conversione. Anche dette terapie riparative o terapie di riorientamento sessuale, sono una pratica pseudoscientifica intesa a cambiare l'orientamento sessuale di una persona dall'omosessualità originaria all'eterosessualità, oppure ad eliminare o quantomeno ridurre i suoi desideri e comportamenti omosessuali.

«Questa mozione è in pericolo perché è stata presentata già due anni fa. E se non ne discutiamo in questa sessione parlamentare, cadrà. Per vietare questa pratica inaccettabile, come ha appena fatto la Germania, potrebbe quindi essere necessario ripresentarla», ha indicato, sempre al Blick.ch.

L'altra questione in agenda è il voto popolare, in settembre, sulla revisione del Codice civile denominata «Matrimonio civile per tutti», combattuta con un referendum.

150 intergruppi

Esistono intergruppi parlamentari su ogni tipo di argomento. Ce ne sono quasi 150. La Legge sul Parlamento (LParl) stabilisce che «i parlamentari che si interessano a un dato settore possono riunirsi in intergruppi parlamentari», che devono essere aperti a tutti i deputati e «senatori». Per quanto possibile, ottengono agevolazioni amministrative e sale di riunione per i loro lavori. Non possono agire in nome dell'Assemblea federale. I Servizi del parlamento ne tengono un registro pubblico, ma ogni intergruppo si organizza come vuole. Se i membri sono esclusivamente parlamentari, la segreteria è spesso gestita da lobbisti.

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