Più sicurezza finanziaria per le donne contadine di montagna

tl, ats

12.10.2021 - 16:17

il settore agricolo lancia oggi una campagna per migliorare la sicurezza sociale delle donne rurali, in particolare in caso di separazione della coppia, di incidente o di invalidità.
Keystone

Al motto «Assumersi le responsabilità. Prepararsi per la vita», il settore agricolo lancia oggi una campagna per migliorare la sicurezza sociale delle donne, in particolare in caso di separazione della coppia, di incidente o di invalidità.

tl, ats

12.10.2021 - 16:17

I documenti dell'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) mostrano chiaramente che la compensazione per il lavoro agricolo e la sicurezza sociale in molte aziende non è regolamentata, sottolineano in una conferenza stampa odierna l'Unione svizzera dei contadini (USC), l'Unione svizzera delle donne contadine e rurali (USDCR) e le imprese Agrisano e Prométerre.

Nel 90% dei casi sono ancora gli uomini a prendere in mano una fattoria dei genitori. Dopo aver dedotto i costi di gestione, il denaro guadagnato in comune da una coppia spesso rifluisce nell'azienda agricola. Coloro che non ricevono un salario, spesso le consorti, hanno una protezione sociale inadeguata. E in caso di divorzio, c'è la minaccia di grandi perdite finanziarie se non si vuole mettere in pericolo l'esistenza dell'azienda.

Campagna di sensibilizzazione

Secondo le associazioni contadine è già possibile evitare questi destini. Basta che la coppia affronti tali questioni ed esamini le varie opzioni in relazione alla loro situazione. Ed è qui che entra in gioco la campagna di sensibilizzazione lanciata oggi con il sito agrisano.ch, che fornisce informazioni complete sul tema della sicurezza sociale e anche la possibilità di controllare la propria copertura personale o di prendere un appuntamento per una consulenza.

L'obiettivo è che il maggior numero possibile di aziende agricole verifichi la propria situazione e veda dove c'è necessità di un miglioramento. L'accento è posto sul controllo dei settori dell'assicurazione d'indennità giornaliera, della previdenza di rischio, della previdenza per la vecchiaia e della ripartizione del reddito.

54mila donne

Nell'agricoltura svizzera lavorano almeno 54'000 donne, 12'000 delle quali a tempo pieno, ha sottolineato la presidente dell'USDCR Anne Challandes. Più di 43'000 contadine, in gran parte le mogli, sono membri della famiglia dell'agricoltore proprietario. E di queste 43'000 solo il 30% è iscritto all'AVS come dipendente o lavoratore autonomo e riceve un reddito. Di conseguenza l'altro 70% non è direttamente compensato per il suo lavoro nella fattoria.

Inoltre, se non si può far figurare nessun reddito, una persona non è considerata occupata. Inoltre ci sono ancora pochissime donne a capo della gestione: solo 3300, ossia il 6,6% delle circa 50'000 aziende agricole svizzere.

Nessun secondo pilastro e cassa pensione

Con i contributi del marito, le donne sposate possono beneficiare di una rendita minima quando sono in pensione o in invalidità, ma il rischio di alcune non è escluso, aggiunge Challandes. Inoltre, esse non hanno accesso al secondo pilastro o all'assicurazione di maternità e spesso non hanno una previdenza pensionistica. In caso di malattia o di incidente, si pone anche la questione di come finanziare una sostituzione.

In caso di divorzio

«Oggi i divorzi sono altrettanto comuni nel mondo agricolo come nel resto della popolazione», ricorda Challandes. E se i rapporti di proprietà e finanziari tra i coniugi non sono stati chiariti in anticipo, è difficile poi per la moglie di un contadino provare in che misura abbia contributo al patrimonio e alla previdenza professionale. Il compenso, se riconosciuto, spesso non corrisponde al valore reale, sottolinea la presidente dell'USDCR.

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