Berset sull'errore commesso dall'UFSP: «Ci saranno conseguenze»

ATS

4.8.2020 - 20:01

Il consigliere federale Alain Berset
Keystone

Le dichiarazioni errate dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) in merito ai luoghi dove è più probabile contrarre un'infezione coronavirus avranno conseguenze, ha assicurato il consigliere federale Alain Berset.

«È stato commesso un errore. La cosa più importante è rendersene conto e correggerlo il prima possibile, e questo è stato fatto», ha detto Berset in un'intervista al programma «10 vor 10» della televisione svizzerotedesca SRF, di cui è stata fornita un'anticipazione online.

Ora si tratta di apportare correttivi. Il caso avrà anche conseguenze organizzative in seno all'UFSP. Va però anche tenuto presente che l'Ufficio è sotto pressione e riceve centinaia di richieste giornaliere da parte della stampa, ha aggiunto Berset.

Venerdì scorso, lo ricordiamo, l'UFSP ha pubblicato una tabella in base alla quale il rischio di infezione è maggiore nei locali notturni e nei ristoranti. Domenica, l'ufficio ha corretto le affermazioni e ha dichiarato che la maggior parte dei contagi avviene all'interno dei nuclei famigliari.

Spetta ai cantoni valutare la situazione locale e agire

Per quanto riguarda le misure più severe adottate da alcuni cantoni per combattere il coronavirus, per il ministro non si tratta di «cacofonia»: il Consiglio federale ha stabilito regole valide per tutta la Svizzera, ad esempio per i trasporti pubblici, ma spetta ai cantoni valutare la situazione locale e agire di conseguenza quando il numero di infezioni aumenta.

E lo stanno facendo bene, secondo Berset. A suo avviso ci sono cantoni in cui un rafforzamento delle misure non si giustifica.

Ginevra, per esempio, ha reagito bene all'aumento dei casi chiudendo le discoteche e imponendo rapidamente l'uso di maschere. Questo dimostra che il federalismo funziona. La decisione di far indossare maschere agli alunni è anch'essa una questione che riguarda i cantoni.

Tutta la popolazione deve continuare a fare uno sforzo, rispettando le distanze e le misure igieniche: «Non ci libereremo del virus così rapidamente come vorremmo», ha concluso il consigliere federale.

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