Contributo di 879 milioni contro la povertà e la crisi del Covid-19

ATS

27.5.2020 - 13:54

I soldi sono stati sbloccati per combattere la povertà e le ripercussioni dell'epidemia nei Paesi poveri.
Source: KEYSTONE/EPA/KIM LUDBROOK

La Svizzera intende sostenere la lotta alla povertà e la gestione della crisi legata al coronavirus nei Paesi più poveri del mondo.

Per questo oggi il Consiglio federale ha deciso di contribuire con 879 milioni alle ricostituzioni di fondi dell'Agenzia internazionale per lo sviluppo della Banca mondiale (IDA) e del Fondo africano di sviluppo (AfDF).

Il Covid-19 mette a rischio i grandi progressi compiuti negli ultimi decenni in molti Paesi in via di sviluppo in materia di riduzione della povertà, salute e qualità della vita, viene sottolineato in un comunicato governativo. Le banche di sviluppo multilaterali svolgono un ruolo fondamentale e contribuiscono in maniera efficace ad affrontare le sfide globali, scrive l'esecutivo.

Nei prossimi tre anni, l'IDA investirà 82 miliardi di dollari con l'obiettivo di incentivare la crescita economica delle nazioni povere, rendendole più resistenti e migliorandone le prospettive. I soldi – fino a 50 miliardi in 15 mesi – saranno usati anche per attenuare gli effetti negativi della pandemia.

Dal canto suo, l'AfDF investirà 7,6 miliardi di dollari soprattutto a favore dei Paesi fragili, focalizzandosi sulle cause dell'immigrazione irregolare e della fuga. Oltre un terzo delle risorse sarà destinato al contenimento e alla gestione del virus, così come alle sue conseguenze.

Gli 879 milioni stanziati da Berna si suddividono in 683 per l'IDA e in 196 per l'AfDF. Questi importi saranno versati rispettivamente nell'arco di nove e dieci anni. Nel contempo, la Svizzera continua a partecipare all'iniziativa internazionale per la riduzione del debito (MDRI), con contributi per altri 115 milioni. Essa è destinata agli Stati eccessivamente indebitati che attuano determinate riforme.

Inoltre, 733 milioni dell'attuale credito quadro 2017-2020 saranno impegnati per sovvenzionare la cooperazione tecnica e l'aiuto finanziario a favore dei Paesi in via di sviluppo, mentre il resto (260 milioni) sarà impegnato a carico del credito quadro successivo «Cooperazione allo sviluppo» della strategia CI 2021-2024, sulla quale il Parlamento deve ancora esprimersi.

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