Videogiochi e film, per il Nazionale la protezione dei minori va migliorata

bt, ats

9.6.2021 - 15:17

Il Consiglio nazionale durante i lavori odierni.
Keystone

I minorenni vanno protetti dai contenuti mediali inadeguati, per esempio uniformando a livello nazionale l'età minima per guardare un film o acquistare un videogioco.

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9.6.2021 - 15:17

Ne è convinto il Consiglio nazionale, che ha accolto per 112 voti a 74 una nuova legge federale in materia. Il dossier va agli Stati.

L'oggetto era già stato trattato dalla Camera del popolo nel corso della sessione primaverile, ma, per questioni di tempo, ci si era fermati alla discussione di entrata in materia. Il dibattito dettagliato era stato rinviato e si è dunque svolto durante la seduta odierna.

La nuova legge federale ha lo scopo di tutelare i più giovani dai contenuti di film e videogiochi che potrebbero nuocere al loro sviluppo fisico, mentale, psichico, morale o sociale. In particolare si parla di scene particolarmente sensibili, come quelle di natura violenta o sessuale.

Tutti i cinema, i venditori al dettaglio (anche online) e i servizi a richiesta ("on demand") in Svizzera saranno tenuti a indicare l'età minima necessaria e a svolgere controlli in merito. L'obbligo varrà pure piattaforme quali YouTube e Twitch.

L'obiettivo è anche di uniformare le norme a livello svizzero. Attualmente, in assenza di linee guida federali, la competenza di legiferare spetta infatti ai Cantoni, ma molto è lasciato all'autoregolamentazione del settore. Il panorama legale sul tema è quindi molto frammentario ed eterogeneo.

UDC scettica

A non essere convinta dal progetto era l'UDC, sostenuta da diversi PLR, che ha detto no alla legge. Per i democentristi, i quali avevano già proposto senza successo la non entrata nel merito a marzo; la protezione dei minori in tali settori è una questione privata, di competenza della famiglia.

«Il problema è serio, ma l'accento va messo sulla parola efficace. Non si può disciplinare tutto, va data fiducia ai giovani», ha detto Verena Herzog (UDC/TG). «È strano che gli stessi partiti che invocano la responsabilità dei genitori poi si oppongano a misure sociali come la parità salariale. Li si vuole sia far lavorare oltre 50 ore a settimana sia gestire da soli questi aspetti», le ha replicato Stefania Prezioso Batou (Verdi/GE).

Microtransazioni

I deputati hanno optato per inserire qualche aggiunta al disegno governativo. Per 98 voti a 67 hanno per esempio scelto di disciplinare gli acquisti addizionali opzionali, ovvero le cosiddette microtransazioni, prevedendo tra l'altro la possibilità di limitare quelle effettuate da minori.

«Si compra un gioco per uno o due franchi, poi vengono chiesti altri soldi per passare di livello o sbloccare dei vantaggi», ha dichiarato a nome della commissione preparatoria Matthias Aebischer (PS/BE), spiegando il meccanismo.

Regolamentazione

Per quanto riguarda la regolamentazione, spetterà agli operatori del settore, in associazione con le organizzazioni per la protezione dei minori, fissare le norme per l'età minima e per il suo controllo. Al Consiglio federale toccherà poi dichiararle vincolanti per tutti.

I Cantoni saranno competenti per verificare se le indicazioni dell'età minima sono rispettate. L'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) eserciterà la vigilanza per quel che concerne gli acquisti online. Chi non dovesse applicare le nuove disposizioni deve aspettarsi multe potenziali fino a 40'000 franchi.

Rischio mostro burocratico

La destra ha avanzato una serie di proposte di minoranza con l'idea di rendere meno stringente il disegno. Stando a Christian Wasserfallen (PLR/BE), «va evitata una densità di norme esagerate, privilegiando la flessibilità. La vigilanza deve essere snella e decidere se una regola ha senso o meno spetta a chi lavora nel campo».

«Un'autoregolamentazione simile significa introdurre un conflitto d'interesse», ha replicato Prezioso Batou, incassando il supporto del consigliere federale Alain Berset, preoccupato dal rischio di «indebolire e rimettere in questione il progetto».

Pure Mauro Tuena (UDC/ZH) ha insistito sulla necessità di scongiurare la creazione di uno strumento eccessivo. «Non si può dar vita a un mostro burocratico», ha affermato. «I parametri devono essere chiari», ha seccamente ribattuto a questi timori Simon Stadler (Centro/UR).

Pacchetto contro ciberdipendenze

I tentativi della destra sono tutti stati rispediti al mittente in sede di votazione. Il Nazionale ha infatti, tra le altre cose, seguito la maggioranza di commissione per adeguare i requisiti delle organizzazioni per la protezione dei minori affinché siano tenute a ricorrere a esperti quali membri permanenti e per obbligare l'ufficio federale competente ad adottare provvedimenti per la promozione delle competenze mediali e della prevenzione.

Infine, il plenum si è pronunciato su un postulato della sua Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura, approvandolo per 123 voti a 60, che chiede all'esecutivo di elaborare un pacchetto di misure per lottare contro le diverse forme di ciberdipendenza.

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