Covid, direttori sanità: «Ovvio estendere obbligo certificato»

bt, ats

25.8.2021 - 15:21

Secondo la CDS (qui in un'immagine d'archivio il suo presidente Lukas Engelberger) il certificato Covid è uno strumento importante nella lotta al virus.
Keystone

Estendere l'obbligo di certificato Covid per accedere a ristoranti, bar, strutture culturali e ricreative rientra nella logica.

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25.8.2021 - 15:21

È il parere della Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS) che, definendo preoccupante l'attuale situazione epidemiologica della Svizzera, si schiera in favore della misura proposta oggi dal Consiglio federale.

Secondo la CDS, sollecitata sul tema da Keystone-ATS, limitare l'entrata alle persone vaccinate, guarite o testate ridurrebbe notevolmente il rischio di infezione in questi luoghi. Inoltre, ciò potrebbe impedire ulteriori chiusure future.

Con un certificato Covid, i contagi non possono essere del tutto esclusi, ma il diffondersi del virus può essere combattuto efficacemente. La consultazione fra i Cantoni mostrerà ora quanto è ampio il sostegno all'estensione dell'uso di tale strumento.

La CDS appoggia l'esecutivo anche sulla decisione di rendere a pagamento i test rapidi per le persone asintomatiche. La maggioranza dei Cantoni si era già espressa in tal senso durane una recente consultazione sull'argomento.

La Confederazione continuerà invece ad assicurare il finanziamento dei test di massa nelle scuole, nelle aziende e nelle case di cura, una decisione che trova d'accordo i direttori della sanità. La CDS è dalla parte del governo pure in merito alla possibilità offerta ai cittadini elvetici che vivono all'estero di farsi vaccinare gratuitamente in Svizzera.

Secondo la conferenza, visto lo sviluppo dell'epidemia bisogna prendere dei provvedimenti prima che la capacità degli ospedali sia portata al limite. E il mezzo «più semplice ed efficace» per sfuggire a un decorso grave della malattia e proteggere così il sistema sanitario rimane la vaccinazione.

I Cantoni ricordano poi che teoricamente essi potrebbero adottare misure supplementari anti-coronavirus al loro interno. Tuttavia, dato il contesto sfavorevole in tutto il Paese, «regolamentazioni differenziate sarebbero poco proficue». In passato, ciò aveva peraltro causato incomprensione tra la popolazione e indotto a tentativi di aggiramento.

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