Variante Covid-19: primo caso in Italia, scienziati studiano efficacia del vaccino 

Paolo Beretta

21.12.2020

Una nuova variante del  Sars-CoV-2 sarebbe apparsa a metà settembre a Londra o nel Kent (sud-est dell'Inghilterra).

Una nuova variante del Covid-19 scoperta in Inghilterra fa tremare l'Europa. Molti Paesi, compresa la Svizzera, hanno sospeso i collegamenti con il Regno Unito. La circolazione del nuovo ceppo è davvero più rapida? Provoca patologie più severe? I vaccini saranno efficaci lo stesso? Qualche prima risposta.

Sabato in fine di pomeriggio il premier britannico Boris Johnson, rimangiandosi le promesse fatte solo qualche giorno prima, è stato costretto ad annunciare in conferenza stampa un nuovo lockdown a Londra e nel sudest dell’Inghilterra.

E questo perché è stata individuata per la prima volta a metà settembre una mutazione del Covid-19 che sarebbe in grado di propagarsi con una velocità molto maggiore rispetto alla versione precedente. Si parla, a seconda delle fonti, di una trasmissibilità tra il 50 e 70% superiore. Con i numeri dei nuovi contagi saliti alle stelle negli ultimi gironi, il lockdown è stato inevitabile.

Se inizialmente la notizia non ha destato grande scalpore, nella giornata di ieri, domenica, in seguito alle dichiarazioni del ministro alla sanità britannico Matt Hancock, che ha detto che «la nuova variante di Covid è fuori controllo» nel Regno Unito, si è invece assistito nel pomeriggio a un susseguirsi di annunci e misure piuttosto allarmiste.

L'OMS chiede più vigilanza

A cominciare dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che ha fatto sapere, tramite un suo portavoce, che secondo le «informazioni preliminari» la nuova variante «potrebbe anche incidere sull'efficacia di alcuni metodi diagnostici», oltre al fatto che «potrebbe essere più contagiosa», anche se ammette che «al momento non c'è alcuna prova di un cambiamento nella gravità della malattia».

L’OMS ha comunque chiesto ai paesi europei di rafforzare i controlli e ha raccomandato ai suoi membri di «aumentare la capacità di sequenziamento» del virus per capirne di più sui rischi posti dalla variante, che è presente anche in Sudafrica.

Per la Task Force: «mutazione molto problematica»

A livello nazionale la Task force scientifica della Confederazione considera «molto problematica» la nuova variante del virus che si diffonderebbe più facilmente, della quale è venuta a conoscenza da alcuni giorni.

Secondo gli esperti elvetici ci sono fattori stagionali che influiscono già sulla trasmissibilità, come l'aumento della mobilità durante le festività, gli sport invernali e la permanenza prolungata in luoghi chiusi, in un momento in cui le strutture ospedaliere sono già al limite delle loro capacità.

La mutazione non è stata ancora rilevata nel nostro Paese anche perché vengono sequenziati da 100 a 300 campioni alla settimana, ovvero solo una minima parte dei casi. Tuttavia, secondo gli esperti della Task force bisogna ritenere «che la variante sia già qui in quantità modeste».

Sospesi i voli per il Regno Unito

La misura più rapida, che in ordine sparso hanno preso diversi Paesi europei domenica pomeriggio, è stata quella di sospendere i voli verso la Gran Bretagna. La prima a muoversi è stata l'Olanda, seguita dal Belgio e dalla Francia che hanno sospeso anche i treni, e dall'Italia e dalla Germania.

Anche il nostro Ufficio federale dell'aviazione civile (UFAC) ha sospeso, ieri sera, i collegamenti aerei tra la Svizzera e la Gran Bretagna, così come anche con il Sudafrica, a partire dalla mezzanotte fino a nuovo avviso.

Riunione di crisi nelle prossime ore

La Germania come presidente di turno dell'Unione europea ha convocato una videoconferenza a cui hanno partecipato la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Emmanuel Macron, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Charles Michel nel tentativo di trovare una risposta comune all’emergenza.

Si è quindi deciso che nel corso della giornata di lunedì gli ambasciatori dei paesi membri dell’UE terranno una riunione di crisi a Bruxelles.

Primo caso in Italia

Secondo quanto si apprende da fonti sanitarie italiane, anche nella penisola sarebbe stato individuato un primo caso che presenta il genoma del virus Sars-Cov-2 con la variante britannica.  

La paziente, – che è in isolamento con il suo convivente rientrato giorni fa dal Regno Unito – ha una forte carica virale. La donna – che secondo alcune fonti si trova nella zona di Roma – ha fatto il tampone nei giorni scorsi.

È normale che un virus muti?

Ma cosa sappiamo della nuova variante di Covid-19? Come è nella sua natura, il virus, ci dicono gli specialisti, è destinato a mutare.

Lo ha anche spiegato alla RSI Enos Bernasconi, responsabile malattie infettive per l'Ente ospedaliero cantonale: «Al momento possiamo solo dire che è apparsa una nuova variante, ma ricordiamoci che anche il virus che sta circolando da noi adesso non è lo stesso della primavera, perché essendo un virus RNA è destinato a mutare in modo abbastanza importante nel tempo».

La stessa cosa l’afferma il virologo italiano Carlo Federico Perno, che è in contatto diretto con il collega Ravy Gupta, della Univesity College London, che ha isolato la nuova variante in previsione della condivisione dei dati scientifici: «Il coronavirus ha una capacità molto inferiore rispetto ai virus classici di modificarsi: in tutto è avvenuto circa una ventina di volte. Più circola, più si modifica.»

23 lettere diverse nel codice genetico virale

Ad aver sorpreso gli specialisti, come rivela un articolo del Finacial Times, è, come ha spiegato Sir Patrick Vallance, capo consigliere scientifico del governo di Boris Johnson, il fatto che la nuova variante ha 23 lettere diverse nel codice genetico virale.

I coronavirus di solito non mutano così rapidamente, accumulando tipicamente circa due cambiamenti genetici al mese. Molte delle lettere del codice genetico sono associate alla proteina spike che il Covid-19 usa per entrare nelle cellule umane.

I vaccini saranno comunque efficaci?

Tuttavia come ha sottolineato, sempre sul Financial Times, Daniel Altmann, professore di immunologia all'Imperial College di Londra, i vaccini in produzione inducono anticorpi che neutralizzano le proteine spike e la maggior parte di queste sarebbe invariata nelle mutazioni, quindi i vaccini continueranno a funzionare.

Inoltre, «non è un ceppo che dovrebbe essere in grado di sfuggire alla protezione fornita dall'immunizzazione dai vaccini attuali o da una precedente infezione», ha detto al Financial times François Balloux, direttore dell'UCL Genetics Institute, secondo cui «Gli attuali vaccini dovrebbero ancora offrire una protezione adeguata contro questo ceppo».

In ogni caso gli scienziati statunitensi del Walter Reed Army Institute of Research (Maryland) contano di appurare nei prossimi giorni se sia o meno fondato il timore di una non efficacia dei vaccini anti-Covid sulla nuova variante del virus.

La nuova variante induce malattie più gravi?

Le indicazioni preliminari suggeriscono che la nuova variante non ha un impatto significativo sullo sviluppo dei sintomi del Covid-19 e che non provochi forme più gravi della malattia. Sempre Balloux ha affermato: «Non credo che nessuna delle mutazioni in isolamento sia preoccupante. Sarei molto sorpreso se portasse a malattie più gravi».

Per il virologo ticinese Bernasconi non vi è ancora un’evidenza scientifica della maggiore rapidità di trasmissione della nuova variante poiché «in un territorio come quello in cui è stata riscontrata vi erano comunque un numero molto elevato di contagi», poi «forse queste mutazioni sono anche un segnale che il virus si sta adattando meglio all’uomo, cosa che di regola è associata a una diminuzione della virulenza».

Insomma il virologo dell’EOC Enos Bernasconi rimane fiducioso sulla virulenza della nuova mutazione e anche sui vaccini, «Anche se in ogni caso sarà necessario mantenere anche una sorveglianza virologica, quindi controllare i virus che circolano».

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