La vicenda Maudet fa scuola: sì alle restrizioni per il Governo

pv, ats

28.11.2021 - 15:32

L'ex consigliere di Stato ginevrino Pierre Maudet: la vicenda che lo ha visto coinvolto è all'origine delle due proposte accolte oggi alle urne.
Keystone

I ginevrini potranno destituire un consigliere di Stato dal suo incarico a partire dalla prossima legislatura, nel 2023. Inoltre, gli ex membri del governo cantonale non avranno più diritto a vitalizi. Sono le decisioni prese oggi alle urne dai votanti del cantone.

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28.11.2021 - 15:32

I votanti hanno infatti accolto con il 56% delle schede un progetto di legge costituzionale elaborato dal governo che consente la rimozione di un membro del Consiglio di Stato. Il testo è stato approvato quasi all'unanimità in luglio dal Gran Consiglio. L'oggetto in votazione può essere considerato un'eredità della vicenda Maudet.

Legislazioni analoghe esistono già in nove cantoni. A Ginevra sarà possibile «licenziare» un membro del governo in caso di perdita di fiducia o di un grave problema di salute.

Nel primo caso, la richiesta di archiviazione dovrà provenire da almeno 40 deputati attraverso una proposta di risoluzione. Dopo essere passata attraverso la commissione, questa risoluzione deve essere accettata da una maggioranza di tre quarti dei voti, ma da almeno 51 deputati, prima di essere sottoposta al referendum obbligatorio.

Al contrario, la rimozione dall'incarico per motivi di salute che comporterebbe un'incapacità duratura di esercitare la funzione di consigliere di Stato, per esempio in caso di coma, non sarà sottoposta al popolo, ma potrà essere oggetto di un ricorso legale. I dettagli esatti dovranno essere specificati nella legge di attuazione.

Basta vitalizi

Con il 77,9% di consensi gli elettori hanno accolto anche l'altro oggetto in votazione – l'iniziativa cantonale «Per l'abolizione dei vitalizi per i consiglieri di Stato», presentata dal partito dei Verdi liberali (PVL), e il relativo controprogetto adottato dal Gran Consiglio – derivante anch'esso dalla vicenda Maudet.

L'iniziativa è stata presentata nel 2019: nel giugno di quell'anno, nel bel mezzo di una bufera per sospetta corruzione, il contestato consigliere di Stato radicale aveva infatti superato la soglia degli otto anni di governo, ottenendo quindi per diritto una rendita a vita di 89'161 franchi all'anno (cioè 7'430 franchi al mese) in caso di dimissioni o di mancata rielezione.

La proposta accolta oggi, chiedeva che i membri del governo come pure il cancelliere ricevano il 70% del loro ultimo stipendio per un massimo di 24 mesi. Questo allinea i loro benefici a quelli dell'assicurazione di disoccupazione. Il Gran Consiglio, ha elaborato un controprogetto sulla base di un disegno di legge del governo: esso mira a uniformare il sistema di pensionamento al diritto federale. In sostanza prevede un'indennità pari al 50% dell'ultimo stipendio dei consiglieri di Stato per tre o cinque anni a seconda della durata del mandato.

Nel quesito supplementare, che chiedeva ai votanti se scegliere l'iniziativa o il controprogetto, la prima l'ha spuntata con il 54,7% di suffragi.

La partecipazione al voto è stata del 54%.

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