Servizi di trasporto

Ginevra vieta l'attività a Uber: condizioni di lavoro da cambiare

ats

1.11.2019

KEYSTONE/SALVATORE DI NOLFI

Il canton Ginevra vieta a Uber di continuare la sua attività alle condizioni attuali, troppo precarie per i lavoratori attivi come autisti e corrieri. L'azienda californiana ha già annunciato che presenterà ricorso contro questa decisione del Dipartimento cantonale del lavoro.

Il consigliere di Stato Mauro Poggia - che ha rilevato il dossier da Pierre Maudet - ha indicato a Keystone-ATS che il Cantone ha effettuato un'analisi giuridica del caso Uber. Sulla base dei risultati emersi, l'amministrazione cantonale ritiene che l'azienda debba essere considerata come un'impresa di trasporti, i cui conducenti devono essere trattati come dipendenti e non come partner. Uber deve quindi rispettare la legge cantonale sui taxi e i veicoli da trasporto con autista, come pure il Codice delle obbligazioni. Fino a quando non lo farà non potrà operare nel canton Ginevra.

Ricorso con effetto sospensivo

L'azienda ricorrerà alla Camera amministrativa della Corte di giustizia di Ginevra contro il divieto, ha detto Luisa Elster, portavoce per la Svizzera. Il ricorso ha effetto sospensivo, il che significa che Uber può continuare la sua attività fino a quando non verrà presa una decisione giudiziaria.

Uber non comprende la posizione del cantone. Ci consideriamo una società che si inserisce a pieno titolo nel quadro fissato dalla legge sui taxi e sulle auto da trasporto con autista, che tiene conto delle aziende che operano secondo un nuovo modello economico. La decisione del dipartimento del lavoro è stata "una sorpresa per noi", ha detto Elster. In attesa della sentenza del tribunale, l'azienda californiana si dichiara aperta al dialogo con le autorità per trovare una soluzione.

Indipendenza dei conducenti solo di facciata

Il dipartimento del lavoro assicura che il divieto non è stato imposto alla leggera. "Questa non è una trovata mediatica", ha detto Poggia. Per il consigliere di Stato, l'indipendenza dei conducenti proposta da Uber è solo una facciata. In realtà esiste un rapporto di subordinazione.

Una sconfitta in tribunale potrebbe costare caro al gigante americano. Per evitare procedimenti penali, la società sarebbe costretta a pagare retroattivamente i contributi previdenziali dalla fine del 2014, dato in cui si è insediata a Ginevra, ha osservato Poggia.

Canton Ginevra sulle orme della California

L'amministrazione ginevrina ritiene inoltre che Uber non rispetti gli accordi bilaterali con l'Unione europea. Durante le discussioni è emerso che i responsabili non sono basati in Svizzera, ma nei Paesi Bassi. I lavoratori distaccati possono svolgere un'attività in Svizzera per un massimo di 90 giorni l'anno, ha ricordato Poggia.

Il cantone di Ginevra sta seguendo le orme dello Stato della California, che a settembre ha costretto Uber ad assumere i suoi autisti. Inoltre, la piattaforma Kapten, concorrente di Uber, aveva recentemente annunciato che avrebbe lasciato la Svizzera, adducendo ostacoli normativi.

Il sindacato dell'Unia, che lotta da diversi anni per far sì che Uber adempia i suoi obblighi di datore di lavoro, ha accolto con favore la decisione di Ginevra e invita anche gli altri cantoni a seguire l'esempio.

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