MCH Group vittima di attacco informatico

hm, ats

21.10.2021 - 08:32

ARCHIV - 19.11.2019, Niedersachsen, Oldenburg: Eine beleuchtete Tastatur eines Macbooks, aufgenommen aus der Bewegung mit einer längeren Belichtungszeit. Die Allianz warnt vor einer steigenden Zahl von Online-Erpressungsangriffen auf die stockenden globalen Lieferketten. (zu dpa «Allianz fürchtet Hacker-Attacken auf Lieferketten - Regierungen besorgt») Foto: Mohssen Assanimoghaddam/dpa +++ dpa-Bildfunk +++ (KEYSTONE/DPA/Mohssen Assanimoghaddam)
Foto d'archivio
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Un'altra grande azienda svizzera è stata vittima di un attacco informatico: nel mirino dei pirati cibernetici è finita la società renana specializzata in fiere di primo piano come Art Basel e Baselworld.

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21.10.2021 - 08:32

In un comunicato diffuso stamane l'impresa fa sapere di essere stata vittima ieri di un'aggressione attraverso malware, cioè un programma nocivo. Gli specialisti informatici dell'azienda, insieme ad altri esperti esterni e alle autorità federali, hanno immediatamente preso misure per limitare il più possibile i danni. È in corso un'indagine per stabilire se sono stati trafugati dati. Gli attuali eventi e le fiere future possono svolgersi come previsto, precisa il gruppo, che non fornisce indicazioni riguardo a un'eventuale richiesta di riscatto. MCH sporgerà denuncia penale.

Gli attacchi informatici ad aziende e ad altre entità svizzere sono notevolmente aumentati negli ultimi mesi. Gli ultimi in ordini di tempo – fra i casi diventati pubblici – sono quelli che hanno interessato la città di Montreux (VD), nonché il cantone e la città di San Gallo. Ma ne hanno fatto le spese anche tante imprese come Zurich, Comparis, Saurer o la banca cantonale di Neuchâtel. In una recente intervista pubblicata dal bimestrale Beobachter un esperto aveva parlato di 2694 aggressioni accertate e andate a buon fine nello spazio di 12 mesi.

Fondato nel 2001 attraverso la fusione di due società che gestivano fiere rispettivamente a Basilea e Zurigo, il gruppo MCH è quotato in borsa, ma presenta importanti quote detenute da enti pubblici. A fine dicembre aveva in organico 710 persone, di cui 355 in Svizzera. Il coronavirus ha provocato un profondo rosso nei libri contabili del 2020, ma l'impresa spera nel rilancio, fra l'altro grazie anche a nuovi finanziamenti.

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