'Ndrangheta, più di 20 cellule in Svizzera

Swisstxt / pab

20.9.2021

La sequenza video dell'''Operazione Helvetica'', che la polizia calabrese ha messo in rete venerdì 22 agosto 2014. Una dozzina di uomini sono seduti intorno a due tavoli, probabilmente in un ristorante. Le conversazioni sbiadite in accento del sud Italia ruotano attorno alle regole in vigore dal 1830, attorno a opportunità di affari come ricatti, cocaina, eroina e sulla ''Società a Frauenfeld''. Seguirono poi 15 arresti di uomini dell'Ndrangheta in un'azione coordinata nei cantoni di Turgovia, Zurigo e Vallese.
Nell'immagine d'illustrazione un frammento della sequenza video dell''«Operazione Helvetica», che la polizia calabrese ha messo in rete venerdì 22 agosto 2014. Nella foto si vedono una dozzina di uomini attorno a due tavoli, probabilmente in un ristorante. Le conversazioni sbiadite in accento del sud Italia ruotano attorno alle regole in vigore dal 1830, attorno a opportunità di affari come ricatti, cocaina, eroina e sulla «Società a Frauenfeld». Seguirono 15 arresti di uomini dell'Ndrangheta in un'azione coordinata nei cantoni di Turgovia, Zurigo e Vallese.
KEYSTONE/CARABINIERI DI REGGIO CALABRIA

A confermarlo è il magistrato antimafia italiano Nicola Gratteri, secondo il quale alla Svizzera servirebbero più mezzi per fare inchieste contro le organizzazioni criminali mafiose.

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20.9.2021

La situazione generale, anche nel nostro paese, malgrado una lotta trentennale alla mafia, non è molto cambiata. Lo ha ribadito ai microfoni della RSI Nicola Gratteri, magistrato italiano con una lunga carriera, molti arresti e inchieste alle spalle, che collabora da anni con le autorità elvetiche.

Gratteri, ospite a Lugano del Festival Endorfine cultura, ha fatto il punto della situazione: «Alla Svizzera serve un sistema più penetrante per combattere la mafia. Deve dotarsi di mezzi più efficaci per fare inchieste».

Malgrado il recente inasprimento della legge per lottare contro le organizzazioni criminali in Svizzera, giova ricordare che c'è un solo procuratore che si occupa di queste tematiche.

«La mafia vota e fa votare»

La lotta alla ‘Ndrangheta poi è sempre più difficile, e non solo per mancanza di mezzi, ma anche perché non è più presente solo nel settore privato. L’allarme lo aveva lanciato Nicoletta della Valle, direttrice della polizia federale, qualche mese fa, secondo cui la ‘Ndrangheta si è infiltrata nell’Amministrazione pubblica elvetica.

Lo ha confermato anche Gratteri: «Sì, e più in generale va detto che le mafie votano e fanno votare. Non sono mai all’opposizione e cercano sempre di posizionarsi ovunque con il cavallo vincente. Anche nell’amministrazione, come succede in altri Stati, ad esempio in Germania, o in Canada».

«In Svizzera ci sono ben più di 20 locali»

Sempre la polizia federale aveva dichiarato, qualche mese fa, che in Svizzera ci sono venti locali di ‘Ndrangheta (ossia una struttura organizzata di cosche, che conta almeno 49 affiliati).

Secondo Gratteri però il numero va rivisto verso l'alto: «Si dice venti perché si parla di quelli già accertati sul piano giudiziario, ma se si accertano venti locali sul piano giudiziario, si può moltiplicare tranquillamente il numero dal punto di vista sostanziale, fattuale e storico».

«Si deve smettere di dire che qui la mafia non fa morti»

Anche se la collaborazione tra Italia e Svizzera, secondo il magistrato, è migliorata rispetto al passato, si può fare di più: «Bisognerebbe avere il coraggio di creare un sistema più pregnante e corrispondente alla realtà».

Il saggista, nell'intervista alla RSI, conclude: «Bisogna soprattutto smettere di recitare la storia che qui la mafia non fa morti, non brucia serrande e macchine. Questi sono discorsi di 30 anni fa».

Infine, su nuove possibili inchieste che riguardano la Svizzera, non si sbilancia: «Del futuro non parlo, sarebbe un reato».