Riduzione premi malattia: iniziativa PS e controprogetto criticati

vf, ats

4.2.2021 - 16:29

Alle casse malattia il coronavirus costerà 550 milioni di franchi secondo Santésuisse (foto d'archivio)
sda

L'iniziativa popolare del PS «Al massimo il 10 per cento del reddito per i premi delle casse malati (Iniziativa per premi meno onerosi)» e il controprogetto elaborato dal Consiglio federale, posto in consultazione fino a oggi, suscitano parecchie preoccupazioni per i costi che genererebbero sia per la Confederazione che per i Cantoni.

L'iniziativa chiede che i premi per l'assicurazione obbligatoria non superino il 10% del reddito disponibile di un'economia domestica. A tale scopo la riduzione individuale dei premi (RIP) dovrebbe essere finanziata per almeno due terzi dalla Confederazione e il resto dai Cantoni. Se accettata, il costo aggiuntivo per la Confederazione ammonterebbe a 3,6 miliardi di franchi nel 2024.

Il Consiglio federale ha quindi presentato un controprogetto indiretto, che è pure controverso. Anche la proposta del governo mira ad alleggerire il peso dell'assicurazione di base sulle persone a basso e medio reddito, ma vuole spostare l'onere sui Cantoni. Già oggi i Cantoni sono tenuti dalla legge a partecipare a una RIP, ma negli ultimi anni il loro contributo è diminuito. Per giustificare un maggiore impegno dei Cantoni, l'esecutivo federale fa notare che i costi della sanità dipendano fortemente dalle loro decisioni.

Cantoni insoddisfatti

Nella loro presa di posizione durante la consultazione i Cantoni, principali interessati dalle modifiche introdotte dal progetto di legge del governo, sono stati molto critici. Giudicano il controprogetto squilibrato: la Confederazione non assume la sua parte di responsabilità nel controllo dei costi e nella riduzione dei premi, scrive la Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità (CDS).

Gli oneri supplementari sono sostenuti esclusivamente dai Cantoni, deplora la CDS. Il modello elaborato dal governo prevede un'evoluzione a scatti: i Cantoni sono tenuti a pagare il 4% dei costi lordi dell'assicurazione obbligatoria se il premio ammonta al massimo al 10% del reddito, il 5% per un onere dei premi tra il 10% e il 14%, e il 7,5% se i premi corrispondono a più del 14% del reddito. La quota della Confederazione è invece sempre del 7,5%.

I Cantoni sottolineano inoltre che i costi sanitari non sono solo di loro competenza, ma anche il risultato della legislazione federale. Per tutte queste ragioni rifiutano il controprogetto e chiedono di essere consultati in vista di un nuovo modello.

UDC: redditi modesti già sostenuti

Sul fronte dei partiti, l'UDC ritiene che la Confederazione e i Cantoni già iniettano abbastanza denaro nel sistema e hanno a disposizione strumenti sufficienti per aiutare le famiglie a basso reddito.

I democentristi sostengono inoltre che il controprogetto rischia di penalizzare i Cantoni con una popolazione a basso reddito. Se dovessero pagare di più per le riduzioni dei premi, avrebbero costi aggiuntivi, il che potrebbe ridurre il loro margine di manovra finanziario. L'UDC vede di pessimo occhio anche il maggiore potere che il controprogetto conferisce al governo e indica che, su una questione così delicata, il parlamento deve avere voce in capitolo.

Sinistra a favore dell'iniziativa

Dal canto loro, PS e Verdi militano per l'iniziativa, che permette di disporre di più denaro per gli assicurati al beneficio delle RIP. Rispetto alla situazione attuale, il testo «per premi meno onerosi» prevede un importo annuo supplementare di 750 milioni contro i 28 in più del controprogetto.

Inoltre, quest'ultimo non propone un'armonizzazione delle regole di concessione delle riduzioni dei premi, come fa invece l'iniziativa. Di conseguenza, i Cantoni potranno definire da soli la cerchia dei beneficiari, per cui continueranno ad esistere disparità di trattamento da un Cantone all'altro, scrive il PS.

Centro e PLR per il controprogetto

L'Alleanza del Centro ha una preferenza per il controprogetto. Tuttavia, sottolinea, ci sono questioni che rimangono aperte, in particolare per quanto riguarda il calcolo del reddito disponibile. Inoltre il progetto del governo metterebbe in discussione sistemi che funzionano molto bene in alcuni Cantoni.

Il PLR sostiene il controprogetto perché, legando i contributi dei Cantoni all'evoluzione dei costi della sanità, li obbliga ad assumersi le loro responsabilità. Il progetto del governo fornisce quindi un forte incentivo a contenere il più possibile le spese sanitarie. I liberali radicali bocciano invece l'iniziativa, troppo costosa per la Confederazione.

Per quanto riguarda gli assicuratori malattia, il controprogetto gode del sostegno dell'associazione di categoria Santésuisse, che apprezza i minori costi rispetto all'iniziativa. Per l'organizzazione, pur sottolineando che il problema dell'aumento dei costi sanitari non sarà risolto, la proposta di legge permette anche di correggere il disimpegno dei Cantoni negli ultimi anni nella riduzione dei premi.

2019: 2,3 milioni di persone con RIP

Nel 2010, i Cantoni contribuivano ancora per il 50% alla RIP. Nel 2019 questo tasso si è ridotto al 43%, aveva indicato il consigliere federale Alain Berset mandando il controprogetto in consultazione lo scorso 21 ottobre. In quell'anno, 2,3 milioni di persone (più di un quarto di tutti gli assicurati) beneficiavano di una riduzione dei premi per complessivi 4973 milioni di franchi, di cui 2827 milioni versati dalla Confederazione e 2146 milioni dai Cantoni.

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