Legge sulle armi e riforma AVS, le tendenze si rafforzano

ATS

8.5.2019 - 07:17

Si profilano due sì il 19 maggio (foto simbolica)
Source: KEYSTONE/TI-PRESS/ALESSANDRO CRINARI

Si profila un doppio «sì» il 19 maggio, stando ai sondaggi di SSR e Tamedia pubblicati mercoledì. Il progetto di riforma fiscale e finanziamento dell'AVS (RFFA) e la revisione della legge sulle armi sarebbero tutti e due accolti con il 60% dei voti.

Per quanto riguarda la RFFA, rispetto al primo sondaggio realizzato dall'istituto gfs.bern su mandato della SSR, il «sì» si è rafforzato. A fine aprile, il 59% delle persone interrogate erano assolutamente o piuttosto favorevoli alla riforma, ossia 5 punti percentuali in più rispetto a fine marzo. Il campo del «no» ha perso invece 2 punti per scendere al 35%. Tra gli interpellati, il 6% era ancora indeciso, rileva oggi l'istituto.

Nel sondaggio effettuato da Tamedia, la RFFA è un po' più popolare, con il 61% di «sì» e il 36% di «no». Il campo dei contrari è aumentato di 4 punti, grazie all'apporto degli indecisi che è sceso al 3% rispetto al sondaggio di metà aprile.

Chiaro sì di elettori PS, PLR e PPD

Gli elettori di PS, PLR e PPD sono chiaramente favorevoli al progetto. La tendenza verso il «sì» si profila praticamente in tutte le categorie sociali. È ancor più marcata nelle classi di reddito più alte e negli elettori urbani.

Gli argomenti del campo del «sì» sono stati sempre più presenti da marzo ad oggi. Si tratta in particolare della sicurezza delle rendite e dell'attrattiva del Paese per le industrie. L'idea che il testo affronti due problemi urgenti convincono una piccola maggioranza. Circa il 40% degli interrogati favorevoli al pacchetto vi vede «un tipico compromesso elvetico», secondo il sondaggio di Tamedia.

Il campo dei «no» dispone pure di argomenti suscettibili di raccogliere una maggioranza, stando al sondaggio della SSR. Il rimprovero di riunire in modo antidemocratico due soggetti diversi in un solo pacchetto e la minaccia di perdita di introiti fiscali legata ai regimi speciali sono argomenti poco efficaci contro la riforma.

Gli oppositori non sono stati capaci di appropriarsi il dibattito, sottolinea gfs.bern. Sebbene la messa in relazione tra le due tematiche sia considerata da taluni come antidemocratica, una maggioranza degli interpellati riconosce l'urgenza di una riforma fiscale e dell'AVS.

Su armi quasi nessuno spostamento

Sulla questione delle armi, le intenzioni di voto non sono praticamente mutate rispetto al primo sondaggio. Circa due terzi degli elettori (65%, -1 punto) prevede di votare in favore della revisione della legge. Un terzo dei votanti (34%, +1 punto) sostiene il campo dei «no» .

Il fronte dei «sì» fa leggermente meno bene (57% a favore, 42% contro) nel sondaggio di Tamedia. Risulta tuttavia in progressione di 2 punti rispetto alla metà di aprile. Nei due studi, vi sono pochi indecisi (1%).

«L'elettorato si è rapidamente fatto una ferma opinione» su questo oggetto, sottolinea la SSR. Il margine di manovra per far cambiare la tendenza è «molto limitato». Le persone più anziane, meglio formate o residenti in città, nonché le donne sono i più favorevoli alla riforma. Le persone più scettiche nei confronti del governo la respingono invece chiaramente.

UDC sola contro tutti

A livello di partiti, l'UDC si batte da sola contro tutti. La schiacciante maggioranza dei suoi sostenitori (75% secondo la SSR, 84% per Tamedia) sono contrari al testo. In tutti gli altri partiti, una netta maggioranza si profila per il giro di vite della legge sulle armi.

Gli argomenti dei sostenitori – in caso di «no» vi sarebbe una minaccia sugli accordi Schengen/Dublino e le nuove direttive dell'UE non hanno un impatto negativo sui tiratori – sono condivisi da una maggioranza degli interpellati.

Dal canto loro, gli argomenti degli oppositori – carattere anti-svizzero delle nuove direttive – non raccolgono una maggioranza. Gli intervistati contrari al testo menzionano più spesso la loro opposizione all'adozione automatica del diritto europeo, nel sondaggio di Tamedia.

Il sondaggio gfs.bern, su mandato della SSR, è stato realizzato tra il 23 e il 30 aprile su un campione di 5'871 cittadini in tutta la Svizzera, con un margine di errore di +/- 2,7 punti percentuali. Quello di Tamedia è stato realizzato tra il 2 e il 3 maggio presso 13'150 interrogati online, con un margine di errore di +/- 1,4 punti.

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