Svizzera favorevole a prolungare controlli alle frontiere

ATS

13.10.2017 - 18:49

LUSSEMBURGO

I ministri dell'interno dell'Ue hanno discusso oggi a Lussemburgo su temi inerenti la sicurezza.

La consigliera federale Simonetta Sommaruga ha partecipato alla riunione, in cui numerosi Stati hanno annunciato di voler reintrodurre e prolungare la durata dei controlli alle frontiere dello spazio Schengen.

La Svizzera ammette questa possibilità ma solo alla condizione che ciò avvenga sulla base di chiari criteri fissati di comune accordo e rispettati, informa un comunicato odierno del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP). I controlli, che ostacolano la libera circolazione, non possono inoltre costituire l'unica soluzione per garantire la sicurezza, viene precisato.

Benché la Confederazione sia membro dello spazio Schengen, la sua situazione è leggermente differente. Non essendo nell'unione doganale dell'Ue, Berna svolge comunque controlli doganali e può procedere a controlli di persone in base a sospetti fondati.

Secondo Sommaruga, contattata dall'ats, negli scorsi anni la situazione migratoria è cambiata. "Bisogna assumersi le conseguenze", ha affermato, ma è necessario trovare un'intesa su regole comuni "alle quali tutti devono aderire".

Per quanto riguarda la lotta al terrorismo i ministri hanno discusso la necessità di rafforzare lo scambio d'informazione tra i servizi delle attività informative ed Europol. Una misura già attuata dalla Svizzera con il gruppo TETRA (TErrorist TRAcking), precisa il comunicato.

Nell'incontro si è anche discusso della rilocazione dal Nord Africa di rifugiati riconosciuti dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR). Dal canto suo, la Confederazione si è detta disposta a valutare la possibilità di accogliere persone bloccate in Libia, oltre a quelle che già ospita in arrivo dalla Siria. Poiché però al momento negli Stati dell'Africa settentrionale giungono molti migranti in cerca di lavoro, secondo Sommaruga, è necessario intensificare l'impegno dell'Europa nella regione, rileva il DFGP. I problemi migratori in Libia possono essere risolti soltanto rendendo più stabile la situazione politica del Paese.

Tornare alla home page

ATS