Questione Ucraina Proteste davanti all'ambasciata russa a Berna

mp, ats

23.2.2022 - 18:24

I dimostranti hanno scandito slogan contro la violazione del diritto internazionale da parte della Russia e chiesto il ritiro delle sue truppe dall'Ucraina orientale
I dimostranti hanno scandito slogan contro la violazione del diritto internazionale da parte della Russia e chiesto il ritiro delle sue truppe dall'Ucraina orientale
Keystone

Un centinaio di persone ha protestato questa sera a Berna davanti all'ambasciata della Federazione russa.

mp, ats

Il gruppo di manifestanti – composto da aderenti al Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE), alla Gioventù socialista e ad altre organizzazioni – ha accusato la Russia di aver violato il diritto internazionale e ha chiesto il ritiro delle sue truppe dall'Ucraina orientale.

In comunicati, hanno poi domandato il riconoscimento dell'integrità territoriale e della sovranità dell'Ucraina. All'evento hanno partecipato anche diversi politici locali. Poiché si è trattato di una manifestazione spontanea in risposta ai recenti sviluppi, gli organizzatori non hanno dovuto chiedere un'autorizzazione alle autorità bernesi.

Nella crisi ucraina la Svizzera non dovrebbe restare a guardare, è stato detto durante la protesta, ma deve pronunciare sanzioni diplomatiche contro la Russia e i suoi oligarchi.

Raduno davanti a compagnia gasdotti a Zugo

Dal canto loro, i Giovani verdi hanno denunciato in una comunicato odierno il fatto che «la Svizzera e il canton Zugo si sottraggano alle loro responsabilità benché la compagnia Nord Stream abbia la sua sede principale a Zugo».

Alcuni membri dei Giovani Verdi si sono riuniti stamattina per un'azione di protesta proprio davanti alla sede di Nord Stream. A loro avviso, il progetto di gasdotto deve essere definitivamente bloccato.

Il Nord Stream 2 è un progetto di gasdotto che, attraverso il Mar Baltico, dovrebbe trasportare direttamente il gas proveniente dalla Russia in Europa occidentale, passando per la Germania. Il progetto è stato bloccato ieri dagli alleati occidentali quale sanzione dopo l'annuncio del riconoscimento da parte del Cremlino delle repubbliche separatiste del Donbass.