A sorpresa la direttrice Lili Hinstin lascia il Locarno Film Festival

pab / ats

24.9.2020

Lili Hinstin, due sole edizioni del Pardo per lei. 
Keystone / archivio

In un brevissimo comunicato il Locarno Film Festival fa sapere che la direttrice artistica Lili Hinstin lascia la kermesse cinematografica in riva al Verbano per divergenze strategiche.

Il fulmine a ciel sereno è giunto giovedì con una nota dell’organizzazione. «Il Locarno Film Festival, sotto la presidenza di Marco Solari, e la direttrice artistica Lili Hinstin hanno deciso oggi di comune accordo di sciogliere il loro rapporto di lavoro», si legge nel documento.

«Considerando le loro divergenze strategiche, prosegue il testo, il Locarno Film Festival e Lili Hinstin hanno deciso consensualmente di separare le proprie strade. Il Locarno Film Festival desidera esprimere la sua gratitudine a Lili Hinstin per il grande lavoro svolto in ambito artistico in questi due anni e le augura ogni bene per il futuro».

Il Consiglio direttivo, e in seguito il Consiglio di amministrazione, si riuniranno prossimamente per discutere le questioni della successione.

Alla testa del LFF solo da due anni

Hinstin era stata nominata appena due anni fa, ad agosto 2018, rilevando il posto di Carlo Chatrian. In precedenza aveva diretto il festival EntreVues a Belfort (Francia). Dopo Irene Bignardi, la francese, d'origini parigine, che ha studiato scienze culturali in Francia e in Italia, è stata la seconda donna a guidare questo festival di 74 anni.

Locarno è «un festival da sogno», aveva dichiarato Hinstin al momento del suo insediamento. In più di dieci anni trascorsi nel mondo del cinema, non aveva trovato nulla di paragonabile.

Cosa ha portato Hinstin?

Hinstin ha voluto offrire ai giovani spettatori un migliore accesso all'evento, creando il «BaseCamp», con quasi 200 posti letto a prezzi accessibili messi a disposizione all'ex caserma di Losone, evitando a molti ragazzi di dover pagare il prezzo astronomico dei pernottamenti durante la manifestazione. 

Un'altra innovazione portata dalla francese è il lancio del progetto «U30», che ha riunito per tre giorni giovani dell'industria cinematografica attorno a temi di attualità. E in Piazza Grande i film di mezzanotte dovevano essere «piuttosto trash», per un pubblico aperto ai lavori radicali e che va a letto tardi.

Ma il Covid ha frenato le sue ambizioni. Locarno ha proposto quest'anno un'edizione ibrida, prevalentemente online, con alcune proiezioni in tre sale cinematografiche.

Infine, le sale cinematografiche di Locarno e Muralto, tra le prime a riaprire in fase di deconfinamento, hanno registrato 5.950 entrate. La piattaforma digitale del festival ha registrato quasi 320.000 visitatori.

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