Turchia: 'offese a Erdogan', indagate manifestanti 8 marzo

SDA

29.3.2021 - 12:00

Manifestanti in Turchia
Keystone

Diverse attiviste femministe sono state accusate in Turchia di «offese» al capo dello stato Recep Tayyip Erdogan per alcuni cori intonati durante le manifestazioni dell'8 marzo. Lo riporta il quotidiano di opposizione laica Cumhuriyet.

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29.3.2021 - 12:00

Tra gli slogan incriminati, ha spiegato al giornale l'avvocato Celal Ulgen, c'è anche «Chi non salta, Erdogan è», che secondo il legale non può costituire un insulto in base all'articolo 299 del codice penale di Ankara, ma rientra nell'ambito della libertà di espressione. Numerose altre proteste di piazza organizzate da gruppi femministi si sono svolte negli ultimi giorni contro il ritiro della Turchia dalla Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne.

Nell'articolo, il giornale ricorda che quasi 130 mila persone erano finite sotto inchiesta nel Paese tra il 2014 e il 2019 con l'accusa di «offese» a Erdogan, che secondo le opposizioni viene utilizzata come strumento per mettere a tacere il dissenso. Dei 27'717 procedimenti penali poi aperti – tra cui 903 nei confronti di minori – 9'556 si sono conclusi con delle condanne.

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