Quando le auto si parlano

Fabian Hoberg, dpa/uri

15.7.2020

Le auto moderne sono piene di elettronica. Per maggior confort e sicurezza le macchine devono anche essere in grado di comunicare. Il dibattito su quale sia la tecnologia migliore da adottare tuttavia è aperto.

Strade ghiacciate, nebbia, visibilità nulla. Il conducente rallenta immediatamente, si tiene pronto a frenare e spera che nessuno lo tamponi. D'ora in poi, nel migliore dei casi, grazie alla comunicazione tra autoveicoli, questo tipo di incidente potrà essere evitato. Le macchine in arrivo infatti saranno già informate sulle condizioni meteorologiche. Ma come?

Una macchina così connessa alla rete è dotata di un tipo di router wi-fi con un raggio di copertura di circa 500 metri. Questo dispositivo è in grado di inviare e ricevere dati e questo avviene anche se la macchina sta viaggiando ad altissima velocità. «In città la copertura per un raggio di 100 metri è sufficiente per la maggior parte delle applicazioni», sottolinea il professor Horst Wieker, dell'Università di scienze applicate del Saarland (htw saar).

Le auto interagiscono anche con le infrastrutture

Ogni secondo questi veicoli trasmettono dati attraverso una connessione wi-fi sicura e forniscono anche informazioni su velocità, posizione e direzione. Vengono trasmesse anche le operazioni dell'auto, come frenate brusche o l'attivazione dei freni d'emergenza. Grazie alla comunicazione car-to-x, le auto possono «scambiare» informazioni tra loro ma anche con le infrastrutture circostanti.

Oltre alla sicurezza, questa trasmissione di informazioni ottimizza il traffico: i semafori possono indicare in tempo reale la velocità da mantenere per viaggiare «sull'onda verde». Questo sistema permette di risparmiare carburante e di ridurre il numero degli incidenti.

Se il sistema ampliasse la sua rete, potrebbe anche avvisare gli automobilisti quando passa un pedone o un ciclista oppure segnalare loro, in modo tempestivo, l'avvicinarsi di un mezzo di soccorso a un incrocio. «Per la sua piattaforma, Volkswagen punta sullo standard ETSI G5, che utilizzano anche altri costruttori», aggiunge il professor Wieker. Tra gli altri attori figurano in particolare i produttori di semafori o la società d'infrastrutture austriaca Asfinag (autostrade e caselli).

Evitare più incidenti

«Più le autovetture sono dotate di canali di comunicazione con protocolli standard (car-to-car o car-to-x), meglio possono avvisarsi fra loro», ci rivela il professor Andre Seeck dell'Istituto federale tedesco di ricerche sulla rete stradale (BASt). Il sistema ha quindi il potenziale per ridurre significativamente il numero di incidenti stradali gravi.

Secondo ipotesi ottimistiche, bisognerà aspettare circa 17 anni prima che il 100% dei nuovi veicoli abbia questa tecnologia di serie. «Una penetrazione del mercato dal 10 al 15% sarebbe sufficiente per osservare degli effetti positivi sul traffico stradale. Questo risultato si potrebbe ottenere nell'arco di tre o quattro anni, se tutti i costruttori dotassero prossimamente le loro autovetture di questo sistema», afferma il professor Seeck.

Una conversazione tra Golf

Quest'anno, Volkswagen mette sul mercato il suo nuovo modello di Golf, con la comunicazione car-to-x di serie. Grazie al modulo radio integrato e al wi-fi ETSI G5 standard, i veicoli Golf possono dialogare con i loro simili.

Il vantaggio sta nella comunicazione diretta in tempo reale, con solo pochi millisecondi di differita. Inoltre questa comunicazione non costa nulla al conducente poiché non viene trasmessa attraverso la rete telefonica», spiega Thomas Biehle, progettista presso VW.

I guidatori delle Golf si informano e si avvisano reciprocamente in caso di guasti, incidenti, rallentamenti, frenate di emergenza e condizioni di guida pericolose. In futuro le barriere dei cantieri invieranno un segnale per avvertire gli automobilisti qualche centinaio di metri prima del restringimento della carreggiata.

Quali sono le risorse della comunicazione car-to-car?

Non esiste ancora un accordo sullo standard appropriato. Dal 2016 Mercedes si affida a un metodo di comunicazione in rete capace di trasmettere le informazioni tra veicoli Mercedes attraverso un cloud sicuro. «Utilizzando questi dati, creiamo un sensore esteso in grado di fare rilevazioni a distanza di diversi chilometri», precisa Nikolaus Kleiner, progettista presso Mercedes.

Non serve nessun equipaggiamento particolare per far parte integrante dell'intelligenza di sciame. La macchina deve essere dotata di un sistema di navigazione e la funzione Live Traffic deve essere attivata. «I conducenti vengono avvisati tramite notifiche così sanno esattamente quando l'ambiente sta per cambiare e possono prepararsi per tempo. Questo permette di minimizzare i rischi e di evitare gli incidenti», continua il signor Kleiner.

Cautela, fondo stradale ghiacciato

Nell'ambito di un progetto pilota, le informazioni sulla strada ghiacciata, provenienti da veicoli Mercedes e rese anonime, sono state trasmesse a due servizi di manutenzione stradale del distretto di Zollernalb. Queste informazioni sono state raccolte dai sensori ABS e ESP. I dipendenti così avevano a disposizione una mappa digitale che mostrava l'estensione dell'area ghiacciata, inclusi i dati relativi al momento e alla localizzazione. Hanno anche potuto sapere su quale tratto di strada spargere il sale. Questa tecnologia permette di utilizzare meno sale e di evitare incidenti.

BMW adotta un approccio simile e, dal 2016, commercializza Connected Drive, un sistema di comunicazione interno che avverte i guidatori in caso di situazioni particolari. I veicoli comunicano tra loro trasferendo i dati su un server (chiamato back-end), che a sua volta li trasmette ad altre auto, anche a grande distanza. «Così possiamo non solo avvertire un guidatore distante qualche centinaio di metri, ma anche gli altri conducenti in un raggio di diversi chilometri», rivela Joachim Göthel di BMW.

Le auto non «comunicano» ancora tra loro direttamente, né con l'ambiente intorno a loro. Tuttavia il progettista ritiene utile la comunicazione sulle corte distanze, in particolare nel caso in cui il tempo di reazione è fondamentale, meno di 50 millisecondi, e quando due vetture devono avvertirsi rapidamente. Già dal 2021, BMW ha intenzione di presentare un sistema, operante sui SUV iNext grazie alla nuova tecnologia 5G, che permetterà anche di trasmettere e di ricevere dati sulle corte distanze.

Contrariamente a Volkswagen, BMW si affida alla tecnologia di comunicazione mobile C-V2X, una specifica LTE adottata nel 2017. Altre case automobilistiche stanno già sviluppando dei sistemi con questo standard.

Sempre più dati da scambiare

Jan Burgard, della società di consulenza strategica Berylls, ritiene che i servizi digitali, come i collegamenti in rete, siano una sfida importante per l'industria automobilistica. «Le case automobilistiche devono creare un valore aggiunto in rapporto allo smartphone e possono generare questo valore solo attraverso servizi esclusivi», insiste Burgard. «Gli smartphone sono in grado di fornire all'utilizzatore dati precisi su imbottigliamenti, ghiaccio e pioggia, in quanto hanno accesso a un ampio database».

Tuttavia, aziende leader, come Apple o Google, non realizzano prodotti capaci di rilevare l'accensione dei proiettori fendinebbia posteriori, né la velocità del tergicristallo. Inoltre questo sistema di comunicazione installato di serie sui veicoli è indispensabile per la guida autonoma. Infine è fondamentale adottare degli standard che permetteranno ai diversi modelli di comunicare.

Una piattaforma di scambio trasversale

BMW sta cercando di creare una piattaforma che permetta a tutti i costruttori e agli utenti della strada di scambiarsi informazioni rilevanti in materia di sicurezza. A questo scopo, i bavaresi, in collaborazione con Daimler, Ford, Volvo e i fornitori di servizi di geodati HERE Technologies e TomTom, hanno lanciato, qualche mese fa, un server neutro destinato allo scambio e all'associazione dei dati stradali importanti per la sicurezza.

Rendono anche disponibili i loro sistemi di avviso per le applicazioni senza scopo di lucro. «Vogliamo quindi rafforzare la penetrazione del mercato e favorire la creazione di un nuovo ecosistema. Più i veicoli saranno connessi e i dati condivisi, più il sistema car-to-x sarà preciso e completo», spiega Göthel. Tutto ciò permetterà di migliorare la sicurezza stradale, per tutti.

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