Agenti della CIA scoperti e uccisi dopo una banale ricerca su Google

16.11.2018 - 11:39, tsch

Scandalo alla CIA: decine di spie americane sarebbero state uccise dopo essere state smascherate (immagine simbolica).
Getty Images

Per i servizi segreti americani è una catastrofe: tra il 2009 e il 2013, decine di spie americane sono state uccise in Cina e in Iran dopo la scoperta di conversazioni segrete. Il tutto tramite una semplice ricerca su Google.

Un errore inconcepibile che è stato rivelato solo ora è costato la vita a parecchie persone. Numerose spie americane sono state infatti uccise in Cina e in Iran a causa di una fuga di comunicazioni segrete in loro possesso. Il quotidiano Telegraph» riporta infatti che, tra il 2009 e il 2013, una serie di reti interne alla CIA, utilizzate dagli agenti per comunicare, è stata violata.

«Subiamo ancora le conseguenze di tale scoperta», ha dichiarato un ex agente americano che lavorava alla sicurezza nazionale. «Decine di persone sono state uccise dopo la fuga di informazioni». La piattaforma è utilizzata essenzialmente dai funzionari e dai loro agenti impiegati in tutto il mondo, ha spiegato «Yahoo News» citando undici ex dipendenti della CIA. Si è trattato di un problema giudicato «catastrofico».

Spionaggio via Google

Ma il sito web sul quale i funzionari americani scambiavano informazioni strettamente confidenziali non è stato violato grazie a sistemi sofisticati, bensì semplicemente grazie al motore di ricerca Google. I funzionari statunitensi ritengono infatti che sia stato in questo modo che alcune spie iraniane sono riuscite a scoprire i siti web segreti della CIA. Senza che l'agenzia americana se ne fosse resa conto.

La piattaforma di comunicazione online è stata utilizzata per la prima volta in Medio Oriente, al fine di restare in contatto con i soldati inviati in zone di guerra, e non avrebbe dovuto essere impiegata su larga scala. Tuttavia, vista la sua facilità d'uso e la sua grande efficacia, è stata adottata anche dagli agenti, come riferito da alcune fonti. Le prime falle sono apparse quando l'Iran - irritato per la scoperta di una delle sue fabbriche di armi nucleari - ha deciso di laciarsi alla ricerca dei punti deboli degli Stati Uniti.

Degli agenti segreti smascherati grazie ai computer: in questa immagine, una scena del film «Spectre», della saga di James Bond.
Screenshot YouTube

E i risultati non si sono fatti attendere: la nazione asiatica ha scoperto così, tramite Google, l'esistenza di uno dei siti web utilizzati dagli agenti americani. L'Iran è riuscito ad infiltrarsi in questo modo nella rete di spionaggio della CIA fino al 2011. Secondo i dati iraniani, è stata distrutta così una rete di trenta spie statunitensi. Le fonti ascoltate indicano che numerosi informatori sono stati quindi giustiziati e altri incarcerati.

Collaborazione tra Cina e Iran

In Cina, 30 agenti che lavoravano per gli Stati Uniti, allo stesso modo, sono stati uccisi. Come in Iran, utilizzavano per la loro rete di spie gli stessi sistemi di comunicazioni, che i servizi cinesi sono riusciti a violare. Secondo numerose fonti, Pechino ha potuto così tracciare ciascun agente della CIA presente nel proprio Paese. Alcuni ex collaboratori del governo hanno confermato che l'Iran e la Cina si sarebbero scambiati informazioni tecniche al fine di dar vita ad una doppia offensiva.

All'epoca, un agente della CIA in Russia sarebbe stato avvertito e avrebbe fatto in tempo a cambiare i propri canali di comunicazione prima di essere scoperto. Gli Stati Uniti erano stati avvisati anche della situazione in Iran. Nel 2008, un uomo chiamato John Reidy aveva fatto sapere alle autorità che il sistema di scambio d'informazioni utilizzato dagli agenti era in pericolo. «La concezione e la manutenzione non sono sicure», aveva dichiarato il responsabile del recrutamento delle fonti in Iran. Ma è stato poi licenziato in ragione di «conflitti d'interesse».

Nel frattempo, la rabbia è tanta all'interno dei servizi segreti americani. Nessuno vuole essere ritenuto responsabile di un fallimento di tali dimensioni. Un ex agente ha perfino dichiarato: «Il nostro organismo rappresenta il pericolo più grande sul settore dei servizi segreti».

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