Covid: situazione critica secondo UFSP

cp, ats

23.11.2021 - 15:36

Fra tre settimane la Svizzera potrebbe trovarsi in una situazione paragonabile a quella dell'Austria oggi, secondo Tanja Stadler della Task Force Covid-19.
Keystone

La situazione attuale in Svizzera sul fronte pandemico è critica e le prospettive sfavorevoli; nelle prossime settimane dovremmo assistere a un chiaro aumento delle infezioni da Covid e dei ricoveri, come anche dei pazienti in cure intense.

cp, ats

23.11.2021 - 15:36

È la fotografia della pandemia esposta oggi da Patrick Mathys dell'ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), durante il consueto incontro settimanale coi media.

Mathys ha esortato la popolazione a farsi vaccinare e a rispettare le regole di prudenza, come indossare la mascherina e rispettare le distanze. Di questo passo, si rischia un inasprimento delle misure protettive, ha messo in guardia.

Tutti gli indicatori si muovono nella direzione sbagliata, ha sottolineato Mathys. Con oltre 6 mila casi al giorno, le infezioni raddoppiano ogni due settimane: l'incidenza si è attestata a 720 infezioni su 100 mila abitanti con chiare differenze tra i cantoni. Fanalino di coda è Nidvaldo, mentre in Ticino la situazione è nettamente migliore. Come nelle settimane scorse, l'incidenza maggiore si registra nella Svizzera centrale e orientale. Ad infettarsi sono soprattutto i giovani tra i 10 e i 19 anni, ma tutte le classi di età sono toccate, ha spiegato Mathys.

Anche a livello di ospedali, con 55 ricoveri al giorno di media assistiamo a un chiaro aumento. Con l'incremento delle infezioni, il numero di ricoveri dovrebbe raddoppiare ogni due settimane. Attualmente, anche nella cure intense il numero di pazienti cresce costantemente: a inizio novembre c'erano 50 persone in più che necessitavano di cure particolari: la settimana prossima questo numero potrebbe aumentare a 200. Unico dato positivo: il numero di morti rimane relativamente basso (in media 6-8 decessi giornalieri).

Come l'Austria...

Anche Tanja Stadler, presidente della task Force Covid-19 del Consiglio federale e docente al Politecnico di Zurigo, non è stata da meno nel mettere in guardia gli astanti sulla serietà della situazione attuale: di questo passo, a metà dicembre la situazione in Svizzera potrebbe assomigliare molto a quanto sta vivendo oggi l'Austria, dove sono state adottate misure protettive molto severe.

Attualmente, il numero di ricoveri aumenta del 40% alla settimana, ha spiegato la specialista, un'evoluzione prevedibile se si considera il forte incremento delle infezioni nelle ultime settimane. Di questo passo, già questa settimana potremmo avere 8500 mila nuovi casi al giorno e una media giornaliera di ospedalizzazioni di 80-90.

Qualità cure a rischio

A metà dicembre potremmo avere 300 pazienti in cure intense, invece dei 160 attuali, con conseguenze sensibili sulla qualità delle cure e il pericolo di dover procedere a dei triage, ha spiegato. Un ulteriore incremento di pazienti gravi avrebbe come conseguenza lo stop alle cure non urgenti, ha messo in guardia la presidente della Task Force Covid-19.

Vaccini e comportamento decisivi

Per evitare che un simile scenario diventi realtà, Stadler ha esortato la popolazione a farsi vaccinare e, per chi l'ha già fatto, a farsi somministrare una terza dose, specie le persone fragili o in là con gli anni. In questo modo si possono evitare decine di migliaia di ricoveri (da 10 a 20 mila). Stadler ha detto di sperare in un'accelerazione delle vaccinazioni, specie quelle di richiamo, e nel rispetto delle misure di protezione nelle scuole (mascherina e test regolari).

Giunti a questo punto, molto dipenderà da come ci comportiamo, ha sottolineato Stadler, invitando la popolazione a rispettare le misure di distanziamento e igieniche, evitare gli assembramenti e portare la mascherina al chiuso, anche se si è vaccinati.

Anche Aglaé Tardin, medico cantonale di Ginevra e membro del comitato dell'Associazione dei medici cantonali svizzeri, ha esortato le persone di oltre 65 anni già vaccinate ad affrettarsi per la terza dose, e la popolazione a rispettare le misure protettive già note, ma che spesso si dimenticano.

Quanto agli ospedali, la pressione sul personale sta crescendo. I nosocomi, proprio in ragione dell'aumento dei contagi, stanno rivedendo le rispettive priorità, come una riduzione delle operazioni chirurgiche, ciò che avrà un impatto sulla salute di tutti.

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