Europa

Ok Commissione Ue a Croazia nell'euro dal 1 gennaio 2023

SDA

1.6.2022 - 18:35

È arrivato il via libera della Commissione europea per l'entrata della Croazia nella zona euro.
Keystone

La Commissione europea ha dato il suo parere positivo per l'ingresso della Croazia nella zona euro a partire dal primo gennaio 2023. Diventerà il ventesimo Paese ad adottare la moneta unica.

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1.6.2022 - 18:35

La Croazia, si legge nella valutazione di Bruxelles, «soddisfa i quattro criteri di convergenza nominale e la sua legislazione è pienamente compatibile con i requisiti del Trattato e dello Statuto del Sistema europeo delle banche centrali/Bce».

La decisione finale dell'Ecofin è attesa per il 12 luglio, dopo le discussioni in seno all'Eurogruppo e al Consiglio europeo, e dopo i pareri del Parlamento europeo e della Bce.

La Commissione ritiene che la Croazia soddisfi i quattro parametri di Maastricht (stabilità dei prezzi, sostenibilità delle finanze pubbliche, tasso di cambio, tassi di interesse a lungo termine) per entrare nell'Unione economica e monetaria ed evidenzia che l'economia croata è «ben integrata» con quella dell'area euro.

Il rispetto del primo parametro sui prezzi è stata la sfida principale per la Croazia, spiega Bruxelles, evidenziando che l'andamento dell'inflazione nel Paese nell'ultimo decennio è stato strettamente allineato con quello della zona euro e, secondo le stime Ue, continuerà a esserlo nel 2022 e nel 2023.

Positivo anche il giudizio sulle finanze pubbliche: il disavanzo è sceso al 2,9% del Pil nel 2021 e si prevede un ulteriore calo al 2,3% nel 2022 e all'1,8% nel 2023. Il rapporto Pil-debito pubblico è «relativamente elevato» (vicino all'80% nel 2021) ma i rischi per la sostenibilità o nel medio termine sono valutati come medi.

Per quanto riguarda i tassi di cambio, la kuna ha oscillato in una forchetta inferiore a +/- 1% rispetto al tasso centrale dell'euro da quando la Croazia è entrata a far parte dell'Erm II e il tasso di interesse medio a lungo termine ad aprile era 0,8%, ben al di sotto del valore di riferimento del 2,6%.

Le maggiori sfide per il Paese, aggiunge la Commissione, riguardano l'ambiente imprenditoriale, compresa la qualità normativa e la corruzione, sui quali viene tuttavia segnalato un «rinnovato sforzo» da parte delle autorità. Un'attuazione efficace del Pnrr, poi, porterà il Paese ad affrontare «le principali sfide macroeconomiche e istituzionali, inclusi bassi tassi di occupazione e di attività, divari di competenze, un ambiente imprenditoriale gravoso e complesso e la qualità dell'istruzione».

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