Claudio Santamaria e Gabriele Mainetti raccontano «Freaks Out»

Covermedia

29.11.2021 - 13:10

Il regista Gabriele Mainetti

L'attore e il regista hanno collaborato anche sei anni fa in «Lo chiamavano Jeeg Robot».

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29.11.2021 - 13:10

Si tratta di «Freaks Out», una storia ambientata nella Roma del 1943, che segue le vicende di quattro personaggi dagli strani poteri per cui sono stati spesi ben 12 milioni e 960mila euro, e utilizzati 1400 effetti digitali.

«Il budget? Forse tanto per un film di genere», spiega Gabriele Mainetti a Vanity Fair.

«Ma io sono attento e per farlo così davvero non potevamo spendere meno, è fin poco per quello che dà».

Il film è stato definito un kolossal italiano, ma anche una favola contro la diversità, ambientata in un periodo storico piuttosto feroce.

Per trasformarsi nei «freaks» i protagonisti sono passati nelle mani di esperti make-up artist.

«Io mi sono accollato quattro ore e mezza di trucco ogni giorno», rivela Claudio Santamaria a MoviePlayer. «Più lo strucco, che non ho mai citato, che durava una quarantina di minuti. Tornavo a casa e puzzavo di colla e di pelo! Entravo nel letto e mia moglie mi diceva: «Ma cos'è questo odore?» e io dicevo: «No amore non ti preoccupare!». E mi svegliavo col cuscino la mattina e restava attaccato, quindi avevo colla ovunque – ricorda l'attore -. Devo dire però che era un accollo meraviglioso, perché questo accollo poi ha prodotto un grande film. Quindi la fatica è stata ampiamente ripagata».

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