«Canto ovunque»

Cristina D’Avena replica ai fan LGBTQ+ e spegne la polemica

Covermedia

15.12.2022 - 16:30

Cristina D’avena
Cristina D’avena

Bacchettata per la sua partecipazione alla festa di Fratelli D’Italia, dove si esibirà sul palco, la cantante ribadisce: «Sosterrò i diritti civili e l’amore universale».

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15.12.2022 - 16:30

Cristina D’Avena ha preso posizione sulla polemica nata dalla sua partecipazione alla festa di Fratelli D’Italia, dove canterà per il pubblico di destra.

A puntarle il dito contro è stata la sua fanbase LGBTQ+ che l’ha etichettata come traditrice dei diritti civili.

Lei ha replicato sui social per difendere la sua posizione.

«Cari amici, ho letto nel pomeriggio di ieri, sul web, commenti e considerazioni feroci sulla mia partecipazione alla festa di questa sera, in Piazza del Popolo a Roma. Non credo serva spiegare come mi sia sentita; preferisco ricordare a chi mi ha giudicato, forse con un po’ troppa fretta, chi sono. Da quarant’anni canto in tutti i posti dove sono ben voluta e accolta. Nelle piazze dei paesi, nei palazzetti delle città, nei teatri, in televisione, nelle feste LGBTQ+ e anche alle Feste dell’Unità. Nei Pride e al Vaticano. E sempre e ovunque con tutto l’impegno e la gratitudine possibili. Perché le mie canzoni non desiderano altro che portare allegria e spensieratezza a chi è cresciuto con loro e a chi le canta assieme a me. Tutti, nessuno escluso. E questo non è qualunquismo, ma libertà. Stasera, come tutte le altre, non porto ideologie, ma musica. Non mi schiero e non cambio pelle all’improvviso. Ho accolto un invito per cantare, non per militare sotto una bandiera».

La cantante ha chiuso la sua filippica con un commento inclusivo.

«Se posso trasformare una polemica in qualcosa di più utile, vorrei fosse – questa – un’ottima occasione per dimostrare (se mai ce ne fosse ancora bisogno) che la musica unisce, include, conforta. Ho sostenuto, e sempre sosterrò, i diritti civili e l’amore universale che dovrebbe essere alla base della crescita di ogni essere umano. Canto Pollon, i Puffi, Memole, Occhi di Gatto, Mila e Shiro…. Sono inni di leggerezza e di fantasia… e di nessuna altra natura o pretesa. Vi voglio bene, Cristina».

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