Fabio Fazio attacca la Rai: «Superato ogni limite»

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19.6.2020 - 15:32

Source: Covermedia

Il conduttore sbotta contro i vertici della tv di stato e medita un addio, dopo la scadenza del suo contratto nel 2021.

Fabio Fazio vuota il sacco contro la Rai.

Il conduttore e il suo programma «Che tempo che fa», dopo il recente passaggio da Rai1 a Rai2, la prossima stagione potrebbero essere dirottati su Rai3, in un’ottica di contenimento di costi. Continuamente preso di mira dal leader della Lega Matteo Salvini, Fazio è stufo di dover sempre giustificare il proprio lavoro e il costo del suo programma (di cui è autore e produttore) che, come più volte ribadito, è completamente coperto dalla pubblicità.

«Adesso basta: parlo poco, ogni due anni, ma la norma ‘anti-Fazio’ approvata dal Cda mi obbliga a dire la mia - ha sbottato Fazio in un’intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano -. Trovo ogni limite superato. Qui entriamo nel campo dell'inaccettabile: da tempo mi viene riservato un trattamento che non ha eguali né precedenti».

«Adesso basta. Tre anni fa, quand'ero già serenamente avviato altrove e la Rai mi chiese di restare, mi scappò detto che la politica non doveva più entrare nella tv. Da allora iniziò la guerra, perché quella mia frase fu letta come una questione personale. Uno stillicidio continuo, un linciaggio senza eguali ne' giustificazioni».

Fazio, il cui contratto con la tv nazionale scade tra un anno, non esclude la possibilità di cambiare aria.

«Se lo ritengono utile, posso continuare, l'importante è non diventare un campo di battaglia né un palo di esibizione. Ho un contratto ancora per un anno e sto lavorando a un nuovo progetto per Rai3: una storia agiografica della tv per il 2021-'22. Ma non è scontato il prolungamento del contratto oltre la scadenza del ’21», ha aggiunto.

Fabio non ha mai digerito i continui attacchi di Salvini, di fronte all’indifferenza complice della Rai e dei suoi vertici.

«Solo nel 2018-2019 ho subito 123 attacchi dall'ex ministro dell'Interno. Per l'esattezza sono 123; se vieni attaccato dal capo del Viminale, hai una vita normale e due figli da portare a scuola, non sai mai chi sono i seguaci del ministro».

«(…) Hanno chiesto a tutti di ridursi il compenso, e ho accettato. Solo io, però. Sono stufo di dovermi difendere per il mio lavoro. Anche perché mi dicono che il mio programma è interamente coperto dalla pubblicità: ho chiesto i dati, invano. Ma il listino Sipra dà gli spot durante "Che tempo che fa" a 50mila euro ogni 15 secondi, e io ne ho 18 minuti».

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