Intervista

Ryan Reynolds: «Blake Lively è la chiave del mio successo»

Covermedia

9.8.2021 - 13:11

Blake Lively

La coppia è sposata da nove anni, durante i quali hanno costruito una solida famiglia e promettenti carriere ad Hollywood.

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9.8.2021 - 13:11

Il successo di Ryan Reynolds è merito della moglie Blake Lively. Ne è convinto l’attore di «Deadpool», come racconta nell’intervista rilasciata all’emittente Sirius XM.

«Mi ha aiutato così tanto in «Deadpool», in tutti i tipi di film che si sono rivelati poi grandi successi», ha osservato Reynolds descrivendo l’ex Gossip Girl come una «persona davvero talentuosa e multisillabata».

L’attore è ora al cinema con la commedia fantasy di Shawn Levy « Free Guy – Eroe per gioco», dove interpreta il protagonista che si riscatta da una vita trascorsa dietro le quinte.

«È un personaggio che si stacca dallo sfondo per diventare una persona nuova. Mi ricorda il Peter Sellers di «Oltre il giardino, ha l’innocenza di un bimbo e mi ha fatto guardare al mondo con occhi nuovi». A staccarlo dalla routine è l’incontro con Molotov Girl (l’hacker/avatar del film), con lei la sua interiorità cresce e diventa più dinamica», ha spiegato Ryan nell’intervista riportata da Repubblica prima di regalare uno spaccato di vita famigliare.

«Ho tre figli piccoli, la mia vita è un po’ un loop: svegliati, preparali per la scuola, dagli da mangiare, accompagnali, torna a casa, prova ad andare in palestra... Tipo «risciacqua e ripeti». Anni fa ho fatto un viaggio in Australia cercando di arrivare da Sydney a Perth in moto, cosa che ho scoperto a metà strada essere un’idea stupida. Ma ricordo che alcuni di quei momenti avrei potuto ripeterli per tutta la vita, sentire musica nel casco attraversando le Blue Mountains».

Per Ryan la svolta è arrivata in California a 19 anni.

«A 19 anni mi sono trasferito in California per unirmi a un gruppo comico di improvvisazione. La parte canadese di me si assicurava che tutti nello show stessero sotto ai riflettori, stavo un passo indietro. Un giorno il regista mi convoca: «Ryan, prenditi quel fottuto palco, vai là fuori e sii aggressivo. Non significa sminuire o togliere spazio ad altri, devi avere il tuo momento». Da allora ho smesso di scusarmi per il mio lavoro, sono salito sul palco e questo ha aiutato gli altri e me a essere più forti».

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