Tiziano Ferro: «Ho detto no a una finta fidanzata»

CoverMedia

21.10.2020 - 11:13

Il cantante Tiziano Ferro rivela di aver rifiutato una finta fidanzata.
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Nel suo docufilm in uscita il cantante di Latina rivela alcuni retroscena del suo passato pre-coming-out: «Si parlava di me come gay e non andava bene».

La gestione della vita privata di molti personaggi pubblici sta assumendo sfumature sempre più incredibili e macchinose.

A rivelare qualche aneddoto del suo passato e della propria vita lontana dai riflettori è ora Tiziano Ferro che - in alcuni stralci presi dal suo docufilm in prossima uscita “Ferro” - spiega la reticenza di molti a rivelarlo come omosessuale.

Il no di Tiziano a una falsa identità

«Dopo il rapporto con il cibo e con il corpo, ecco un altro grande problema. Si parlava di me come gay e non andava bene. Mi gelo quando mi accorgo che il problema a un certo punto non era solo mio. Ma decido di non mentire, non invento fidanzate», dichiara Tiziano Ferro nell'editoriale pubblicato da Sette.

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“L’alcolismo ti guarda appassire in solitudine, mentre sorridi di fronte a tutti. Forse piangevo perché mi toglievo la vita ogni giorno. Forse era il dolore nel morire una, due, trecento volte. Potevo pensare quello che volevo, ma quello strazio, quel tormento non generavano niente, era solo disastro. Ed è stato quando l’ho capito che è nata la mia voglia di risalire, da lì o da una delle altre decine di volte simili a quella”. Una vita insieme.Senza filtri. Il mio articolo domani su @7corriere 𝐅𝐄𝐑𝐑𝐎. Il documentario, dal 6 novembre solo su Prime Video @primevideoit — “Alcoholism watches as you shrivel up in solitude, while you smile at everyone. Maybe I cried because I was killing myself every day. Maybe I felt the pain in dying one, two, three hundred times. I could imagine whatever I wanted, but that torture, that torment led nowhere, it was only disastrous. My desire to resurface was born from that understanding, from that moment or from the many similar ones”. A life together, with no filters. Always. 𝐅𝐄𝐑𝐑𝐎. The documentary, November 6th only on Prime Video (worldwide). 𝘈𝘳𝘵𝘪𝘤𝘭𝘦 𝘪𝘯 𝘦𝘯𝘨𝘭𝘪𝘴𝘩 ▶️𝘚𝘵𝘰𝘳𝘪𝘦𝘴 tomorrow @primevideoit — “El alcoholismo ve cómo te marchitas en soledad mientras sonríes delante de todos. Quizá lloraba porque me quitaba la vida día tras día. Quizás era el dolor de morir una, dos, trescientas veces. Podía pensar lo que quisiera, pero ese suplicio, ese tormento no generaba nada, era solo un desastre. Y fue al entenderlo cuando nació mi deseo de remontar. De salir de allí o de una de las tantas veces parecidas a esa”. Toda la vida juntos, sin filtros. Como siempre. 𝐅𝐄𝐑𝐑𝐎. El documental, desde el 6 de noviembre solo en Prime Video (en todo el mundo) Artículo en español ▶️𝘚𝘵𝘰𝘳𝘪𝘦𝘴 mañana @primevideoit #primevideo # ferro

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Tuttavia, la determinazione del musicista a rinunciare ad una falsa identità non aveva convinto il suo management, soprattutto in Francia.

«La mia casa discografica francese ogni volta che arrivavo a Parigi per una promozione mi faceva indossare abiti con codici più maschili - ricorda Ferro -. La verità mi ha reso libero, l’onestà e la sincerità mi hanno avvicinato ancor più alle persone».

La scelta della sincerità

Ferro ha alzato il velo sul suo orientamento sessuale nel 2011 causando un grande clamore.

«In un Paese come il nostro, mi dicevano, che cosa ne puoi trarre, se non danni?», aveva dichiarato l'autore di “Sere nere” a Rolling Stone.

«Ma anche lì non c’era coraggio: c’era disperazione. Se non fosse andata così, per me sarebbe stata la fine. E con fine non intendo solo la morte fisica, ma forme di degrado che possono essere ugualmente dolorose. Una morte interiore, emotiva. Per frustrazione, infelicità, ansia, isolamento, mancata stima verso me stesso».

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