Feuz primo, davanti a Odermatt

Bellissima doppietta elvetica a Kitzbuehel!

Swisstxt

23.1.2022 - 14:45

epa09704536 Winner Beat Feuz (L) of Switzerland and second placed Marco Odermatt (R) of Switzerland celebrate on the podium for the Men's Downhill race at the FIS Alpine Skiing World Cup in Kitzbuehel, Austria, 23 January 2022.  EPA/CHRISTIAN BRUNA
L'abbraccio tra Beat Feuz e Marco Odermatt, primo e secondo classificato.
EPA

La seconda discesa di Kitzbühel è tornata a regalare forti emozioni alla Svizzera, che ha potuto festeggiare una splendida doppietta.

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23.1.2022 - 14:45

Dopo la prova non proprio convincente nella gara di venerdì, Beat Feuz è salito nuovamente in cattedra sulla Streif, andando a cogliere la prima vittoria di questa stagione, la terza in carriera sulle nevi austriache.

Alle spalle del 34enne, nonostante un errore dopo il salto dell'Hausbergkante nell'impostazione della diagonale finale, si è piazzato uno straordinario Marco Odermatt ad appena 0'21'' dal connazionale, completando una doppietta elvetica sulla Streif che non si verificava dal 1992 (in quell'anno fu tripletta con Franz Heinzer davanti a Daniel Mahrer e Xavier Gigandet).

Il podio è stato completato dall'austriaco Daniel Hemetsberger.

Tra i gli otto svizzeri al via, da segnalare la buona prestazione di Niels Hintermann, ottavo al traguardo a 1'42'' da Feuz. Non si è ripetuto invece il leader della classifica di specialità Aleksander Aamodt Kilde. Inarrivabile venerdì, il norvegese ha accumulato 1'23'' di svantaggio e si è quindi dovuto accontentare della sesta piazza.

Feuz: «Devo tanto alla parte alta»

«Gareggiare anche sulla parte alta del tracciato mi ha aiutato molto»: così  Beat Feuz in seguito alla sua vittoria di oggi a Kitzbühel. «Ho potuto prendere tutta la velocità che volevo per lanciarmi verso la Hausbergkante, evitando gli errori stupidi di venerdì», ha spiegato dopo la gara.

Il bernese vive bene il duello con Odermatt: «Ci completiamo e siamo sulla stessa lunghezza d'onda. Lui è sceso sulla pista senza pensarci troppo, io mi faccio qualche cruccio in più».

«L'entrata sulla traversa non è andata come volevo. L'ho affrontata alla cieca, non si vedevano le ondulazioni. Ero in ritardo, ho allargato la curva e ha funzionato», ha detto infine il nidvaldese.

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